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9 Settembre 2019

Porto a spasso il cane: sì, ma come?

Un conto è condurre al guinzaglio il cane, un altro è passeggiare in relax, ma soprattutto: meglio il collare o la pettorina? Come evitare in tutti i casi di schiantarsi, rotolare o slogarsi una spalla se il peloso tira improvvisamente, ignorando la nostra presenza?

Allora, innanzitutto va precisato che la condotta al guinzaglio è una vera e propria disciplina sportiva che generalmente viene eseguita durante le gare e, in quanto esercizio, pone il cane sotto pressione, pur piacevole che sia ed è quindi per addetti ai lavori.

La vera tragedia sorge quando ci vogliamo fare una bella passeggiata in un parco o tra i sentieri di un bosco e il nostro quadrupede ci taglia la strada, procede a zig zag o parte come se non ci fosse un domani per lanciarsi in una corsa sfrenata, dimenticandosi che attaccati all’altro capo del guinzaglio ci siamo noi.

Una regola per tutti: evitare assolutamente di sfidare il cane a una prova di forza.

Insomma, non è che tirando il guinzaglio lui capisca che deve fermarsi, se mai il contrario: sentendosi trattenuto, lui ce la mette tutta per tirare ancora più forte.

Sapete qual è il vero segreto? La leggerezza, un po’ come a cavallo.

Fermo restando che il cane deve essere abituato fin da piccolo a prendere confidenza con collare e guinzaglio senza giocarci o azzannarli, il nostro compito è di insegnargli a mantenere l’attenzione su di noi, toccando appena il guinzaglio quando vediamo che sta per partire per la tangente, come per dirgli: altolà, so già cosa vuoi fare, guardami negli occhi!

A ogni incrocio di sguardi il cane va premiato e non necessariamente con un rinforzo in cibo: bastano il suo gioco preferito e una sosta a correre con la pallina, una pacca sul petto, un complimento deciso.

Una volta stabilito il contatto visivo può succedere che comunque il cane tenda a superarci accelerando, o a rimanere troppo indietro (a volte sdraiandosi proprio!) rallentandoci, o a cercare di zomparci addosso o, infine, a tagliarci la strada a tradimento.

In tutti questi casi un tocco un po’ più deciso con il guinzaglio dovrebbe, gradualmente, sistemare le cose: occorrono tempo e pazienza, ma una volta ottenuti i primi risultati ogni passeggiata non si trasformerà più in un attentato alle vostre rotule o clavicole.

Detto questo: meglio il collare o la pettorina?

La discussione sul tema è davvero infinita, tra sostenitori di collari più o meno morbidi (inclusi quelli terribili, per chi non ne conosce il corretto utilizzo, a strangolo) e coloro che senza pettorina non vanno proprio da nessuna parte.

Collare normale: comodo, di facile utilizzo, può rimanere sempre al collo del cane ma, e qui seguono i punti a sfavore, può sfilarsi, può danneggiare il pelo se di materiale troppo duro e, se troppo sottile e il cane è un trattore, può lesionare trachea e vasi sanguigni.

Pettorina: non si sfila (quasi mai), il collo del cane è libero, spesso è dotata di maniglia per poter agguantare il cane in emergenza (soprattutto se è di taglia piccola) ma, attenzione, se il cane è un trattore, con la pettorina si sentirà libero di tirare ancora più forte.

Il problema quindi, pettorina o collare, è solo uno: l’educazione del peloso e dell’umano.

Insegnare al proprio cane a non tirare e all’umano a come fare per evitare che il cane tiri, è l’unico modo per salvaguardare tutti!

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