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Paris Hilton accusa: “I media sono crudeli con le ragazze famose”
Un’intervista che rompe con l’immagine patinata a cui siamo abituati
14 Gennaio 2026
A 44 anni, Paris Hilton decide di riappropriarsi della propria storia e lo fa attraverso Infinite Icon: A Visual Memoir, il documentario che arriverà al cinema il 30 gennaio. Non è un semplice progetto celebrativo, ma un racconto intimo costruito come un diario visivo in cui la musica diventa il filo conduttore. Per la prima volta, in un’intervista a La Stampa, l’ereditiera mette da parte la maschera della party girl e mostra ciò che per anni è rimasto nascosto dietro l’immagine pubblica: “Per troppo tempo hanno visto una versione di me che non era vera”. Questo è il punto di partenza di un’opera che nasce come risposta al modo in cui i media hanno raccontato la sua vita.
La pressione dei media e il peso del cognome
Nel film e nelle interviste, Hilton riflette su come la fama e il suo cognome abbiano condizionato ogni giudizio su di lei. “I media sono crudeli con le ragazze famose, specialmente con me. Ho sempre avuto una tremenda pressione addosso, ma sono stufa di essere giudicata per tutto, a partire dal cognome”. Parole che raccontano non solo un’esperienza personale, ma una dinamica più ampia che ha coinvolto molte star degli anni Duemila. Hilton cita spesso figure come Lindsay Lohan, simbolo di una generazione osservata senza pietà da tabloid e telecamere.
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La musica come rifugio e rinascita
Nel cuore di Infinite Icon c’è la musica, descritta come uno spazio di protezione e salvezza. “Ho fatto questo film come un diario visivo della mia vita attraverso la lente della musica”. Per Hilton i club, gli studi di registrazione e i rave sono stati luoghi in cui sfuggire ai traumi e agli abusi subiti da adolescente. “La musica mi ha salvata da tutto questo”. Questo percorso confluisce anche nel suo secondo album, che porta lo stesso titolo del film e diventa un’estensione sonora della sua storia.
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Riprendersi la propria narrazione
Uno dei passaggi più forti riguarda la decisione di smettere di interpretare un personaggio. “Ho interpretato a lungo un personaggio. A un certo punto mi sono stancata di essere giudicata per tutto, a partire dal cognome che porto”. Oggi Hilton parla di resilienza come strumento per ricostruirsi: “Qualsiasi cosa ci capiti nella vita non definisce chi siamo per sempre. Se siamo forti e resilienti possiamo diventare chi vogliamo”.
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L’attivismo
Il messaggio finale di Infinite Icon non è ingenuo ma consapevole. “Non c’è niente di più iconico della gentilezza e del fare del bene. Quando spargi bene nel mondo, quel bene torna indietro”. Oltre a essere cantante, imprenditrice e madre, Hilton è oggi infatti anche una voce attiva contro gli abusi sui minori, impegnata politicamente. Le sue ispirazioni vanno da Madonna e Britney Spears a Marilyn Monroe e Lady Diana, fino a registe come Emerald Fennell e Sofia Coppola. Tra gli attori, una preferenza netta: “Brad Pitt. Un attore pazzesco”.