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Sanremo 2026, Luchè con “Labirinto”: testo e significato del brano

Il rapper napoletano Luchè debutta al Festival di Sanremo 2026 con “Labirinto”: il testo e il significato del brano in gara

18 Febbraio 2026

Luchè si afferma come uno dei maggiori rappresentanti della scena urban, dalle strade della periferia di Napoli fino al Teatro Ariston, sceglie di cantare in italiano il brano Labirinto.

 

Nonostante sia la sua prima volta in gara come solista, lo abbiamo già visto sul palco di Sanremo nel 2024 con Geolier nella serata cover con il medley Strade.

 

 

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Il significato di “Labirinto” di Luchè

In Labirinto Luchè mette a nudo la sua vulnerabilità, trasformando il brano in una narrazione introspettiva, come riportato da TV Sorrisi e Canzoni: “Succede a tanti di sentirsi prigionieri in un labirinto, specie a chi ha un’anima sensibile. Quanto a me, sto ancora cercando la via d’uscita. Sono una persona complicata, che non si accontenta di essere “abbastanza”, ma vuole spingersi oltre, anche fallendo, ma spesso anche vincendo”. 

 

 

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Il rapper racconta la fine di una relazione segnata dall’orgoglio e dall’incapacità di comunicare.

 

Il “labirinto” rappresenta una prigione mentale ed emotiva in cui i due protagonisti si sono smarriti. Lui capisce che lei sta meglio senza di lui, ma le chiede di non dimenticare quello che hanno vissuto insieme. Anche se lei se ne va e lui resta bloccato nei suoi pensieri, sperando che lei conservi un buon ricordo del loro legame.

 

Il testo di “Labirinto”

Io non so come ci si lega ma so bene quanto vale un contratto

Nulla è per sempre nel rimorso l’odio annega potevamo rimanere in contatto

E invece niente siamo polvere sui mobili dentro una casa vuota

L’orgoglio è un brutto vizio ed io il bambino che ci gioca

Mai stato troppo in alto mai caduto nella droga

La notte è nera asfalto aspetto l’alba che mi trova

Un po’ di luce

Adesso che non riesco più ad immaginarti

E non ho voce

Nemmeno per gridare che lo so che parti

Solo per stare lontano via da me

Stai meglio lontano via da me

Non abbiamo più scuse

Quanto ci vuole per dimenticarsi

E quello che so di te

È che sei bella come una bugia

Detta per non piangere

Non piangere

Non dormirò più tra le braccia tue

In questo labirinto siamo in due

E quello che so di te

Nasconde un po’ di me

Anche se poi te ne vai

Non ti scordare di me

Di me

Di Noi

Di Noi

Anche se poi te ne vai

Non ti scordare di me

Di me

Di Noi

Di Noi

Non conta l’ego contano i concetti

Nessuno l’ha capito competiamo con noi stessi

Forse più salgo in alto più non vedo i miei difetti

Quando non so chi sono

Me lo urlano ai concerti

Di crisi già ne ho avute

L’inverno con le tute

Le corse e le cadute

Scontrarsi a mani nude

Mentre gli altri giocano

Io mi distinguo tra pochi che osano

E troverò

Un po’ di luce

Adesso che non riesco più ad immaginarti

E non ho voce

Nemmeno per gridare che lo so che parti

Solo per stare lontano via da me

Stai meglio lontano via da me

Non abbiamo più scuse

Quanto ci vuole per dimenticarsi

E quello che so di te

È che sei bella come una bugia

Detta per non piangere

Non piangere

Non dormirò più tra le braccia tue

In questo labirinto siamo in due

E quello che so di te

Nasconde un po’ di me

Anche se poi te ne vai

Non ti scordare di me

Di me

Di Noi

Di Noi

Anche se poi te ne vai

Non ti scordare di me

Di me

Di Noi

Di Noi

Le chiavi dell’uscita

Le ho messe nelle mani tue

Ma in questo labirinto siamo in due

Siamo in due

Anche se poi te ne vai

Non ti scordare di me

Di me

Di Noi

Di Noi

Anche se poi te ne vai

Non ti scordare di me

Di me

Di Noi

 

Di D. Petrella – L. Imprudente

 

(Credits: Instagram @luche)