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Capo Plaza: “Non credevo di arrivare a niente di tutto questo”
Dai treni senza biglietto per assistere alle jam session ai palchi europei
18 Febbraio 2026
C’era un ragazzo che attraversava la Campania in treno senza biglietto, solo per respirare l’aria delle jam session. Quel ragazzo oggi è Capo Plaza, uno degli artisti italiani più ascoltati anche fuori dai confini nazionali. Ma la spinta è rimasta la stessa: fame, ostinazione, bisogno di riscatto.
A Salerno era il classico adolescente cresciuto in piazzetta, scuola frequentata “per modo di dire”, due bocciature in prima superiore e giornate intere passate per strada. Le chiama “tarantelle”, bravate da ragazzino che oggi guarda con lucidità. La differenza è che mentre molti si fermavano lì, lui prendeva treni improvvisati per inseguire l’hip hop.
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Capo Plaza presenta “4U EP”: il lato più intimo
Oggi presenta 4U EP, un progetto che definisce il più personale della sua carriera. Dopo Hustle Mixtape Vol. 2, uscito pochi mesi fa, sentiva l’urgenza di tornare in studio. Voleva continuità, ma anche un tono diverso: atmosfere morbide, quasi “da San Valentino”, una scatola di cioccolatini da consegnare a chi gli è rimasto accanto.
Intervistato da Vanity Fair, alla domanda su chi la regalerebbe, risponde: “Alla mia ragazza, alla mia famiglia, a chi mi è rimasto accanto in questi dieci anni. Ai fan, sempre. E anche a chi magari non mi conosceva: spero che questo progetto apra una porta sul mio mondo”.
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Nel disco c’è anche + a Nulla con Achille Lauro, un artista che cita come riferimento fin dai tempi di Ragazzi madre. Un featuring costruito in studio, con precisione, lontano dai semplici scambi di tracce via mail.
Sognava 1300 euro al mese
Il successo non era nei piani. Lo racconta senza filtri: “Mi aspettavo di arrivare con il rap a un lavoro normale. Onestamente: pensavo di farmi i miei 1300 euro al mese e di evitare così di lavorare in un ufficio. Nella mia ignoranza, non credevo di arrivare a niente di tutto questo”. Poi sono arrivati i social, gli incontri a Milano con Sfera Ebbasta e Ghali, e l’esplosione definitiva. Oggi la vita è cambiata: meno club, più studio, tournée che sembrano “serata ogni giorno”.
Radici, amore e futuro
Il rapporto con Salerno è stato burrascoso, ma le radici restano il centro. Sogna di creare opportunità anche per chi cresce nei suoi quartieri. E sul piano personale ammette che l’amore lo ha salvato, insieme alla musica e alla capacità di amarsi.
Su Resta ancora un po’ parla di un sentimento che tiene in piedi. E quando si affaccia l’idea di un figlio, non è paura ma incertezza consapevole. Non c’è niente al momento che lo spaventa, forse solo l’idea di avere un figlio. Ma, precisa: “non è paura, è incertezza, è non sapere come sarà. È uno dei miei sogni più grandi, quindi lo guardo con un po’ di timore. Sono in una fase molto lucida della mia vita e fin troppo critica verso me stesso”.
Andrà mai al Festival di Sanremo?
Infine il Festival di Sanremo. È un fan dichiarato, ma non è un’ossessione. “Me lo guardo con grande piacere, soprattutto negli ultimi anni in cui hanno fatto un gran lavoro di svecchiamento. Però non è la mia priorità come artista. Lascio la porta accostata. Magari un giorno arriverà il brano giusto da portare su quel palco”.
(Credits: Instagram @capoplaza)