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Irama è innamorato: “Ho una persona accanto a cui tengo molto”
Il cantante si apre: dalla relazione lontana dai riflettori alla passione per gli animali, fino alle ferite dell’adolescenza
29 Aprile 2026
Dietro il personaggio magnetico che incendia i palchi italiani c’è un uomo introspettivo e sorprendentemente sensibile. Irama in un’intervista a Vanity Fair sceglie di mostrarsi in una versione molto diversa da quella conosciuta dal pubblico: meno corazza, più verità.
Oggi è innamorato
Il cantante, all’anagrafe Filippo Maria Fanti, parla della sua vita privata, delle sue paure e soprattutto dell’amore, tema che raramente aveva affrontato con tanta apertura. “Sì. Non ne ho mai parlato, ma ho una persona accanto, a cui tengo molto”. Una confessione semplice, ma pesante come un macigno per un artista che ha sempre protetto la propria sfera personale.
Per Irama oggi una relazione non è più dipendenza emotiva o bisogno di essere salvati. È equilibrio, costruzione reciproca, crescita. “Una relazione – che sia amore o amicizia – deve essere un plus. Se entrambi siamo in grado di darci qualcosa in più, diventa armonia, diventa un porto sicuro. Se invece hai bisogno che qualcuno ti completi, allora c’è qualcosa che non va: vuol dire che da solo stai trascurando qualcosa”.
I pappagalli Eraclito e Talia diventati il centro della sua vita
Se c’è un argomento che riesce a trasformare completamente Irama, quello sono gli animali. Non una semplice passione, ma un legame quasi spirituale. Nel suo quotidiano, accanto alla musica, esiste infatti un universo fatto di piume, voli e silenzi condivisi con i suoi due pappagalli, Eraclito e Talia. “Ho due pappagalli, Eraclito e Talia. A volte mi sento in colpa a rientrare tardi, perché poi devo occuparmi di metterli a dormire”.
Il cantante racconta di aver modificato abitudini e ritmi di vita proprio per loro. Le notti infinite in studio, che un tempo erano la normalità, oggi convivono con un forte senso di responsabilità verso questi animali che considera parte della sua famiglia. Ancora più sorprendente è il progetto che sta portando avanti: il volo libero. I pappagalli vivono in una stanza dedicata e vengono educati a muoversi senza costrizioni, in un rapporto basato su fiducia e comunicazione. “Il mio sogno è creare una riserva”.
L’amore per gli animali
Per Irama gli animali non sono una semplice compagnia domestica, ma una presenza capace di cambiare il modo di guardare il mondo. Un legame che negli anni è diventato sempre più centrale nella sua vita, fino a trasformarsi in un rifugio emotivo e in un vero progetto per il futuro. “Gli animali mi rilassano. Ho una passione gigantesca. Più passa il tempo, più empatizzo con loro, mi piace studiarne i comportamenti. I pappagalli sono quelli a cui sono più legato: sono intelligentissimi, molto empatici, riescono a far emergere la loro personalità in modo assurdo. Ti guardano, ti ‘parlano’, e ti mandano il cervello in fumo. Sono delicati, sensibilissimi. Da vecchio mi vedo così: circondato da animali e a suonare per conto mio”.
L’adolescenza difficile e il peso del dolore
Nel racconto di Irama emerge anche il lato più oscuro della sua crescita. L’artista non nasconde gli errori commessi da ragazzo, parlando apertamente di una giovinezza vissuta ai margini, tra rabbia, eccessi e voglia di sfidare tutto. “Da adolescente ero un disastro, il peggiore. Se mi nascesse un figlio come me, non so se ce la farei”.
Cresciuto a Monza, racconta di aver frequentato ambienti complicati e di aver inseguito il fascino della trasgressione. Una fase che oggi osserva con lucidità, senza nostalgia. “A volte mi chiedo cosa mi passasse per la testa: la sregolatezza, il fascino del divieto… Poi cresci e, se hai la testa sulle spalle, capisci che sono cose sbagliate”.
(Credits: Getty Images)