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“La Costiera Amalfitana”, Rovazzi mostra la pacca di Cannavacciuolo
Dietro le quinte del nuovo singolo estivo con Nino D’Angelo e Arisa, tra risate e il segno di una pacca da ko
15 Luglio 2026
Il retroscena che sta facendo impazzire il web parte da un dolorosissimo e molto divertente video sketch condiviso sui social. Fabio Rovazzi ha mostrato ai suoi follower il dietro le quinte del videoclip di Costiera Amalfitana del momento in cui incontra lo chef Antonino Cannavacciuolo per trasformare in immagini le parole della canzone.
Un’impronta da cinque dita sulla schiena di Rovazzi
Purtroppo per il cantante, però, il famosissimo cuoco stellato ha preso fin troppo sul serio la sua parte: per girare la scena, infatti, ha assestato a Fabio Rovazzi una delle sue celebri pacche sulla spalla, un colpo così vigoroso da lasciare sulla schiena del cantante un evidente e arrossato segno delle cinque dita. Il video del backstage, diventato subito virale, mostra la sofferenza dell’artista milanese tra le risate incontrollabili di tutta la troupe presente sul set.
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Questo siparietto si collega direttamente a un passaggio cruciale della canzone. Nel testo, infatti, Fabio Rovazzi si ritrova abbandonato a Milano a bordo di un monopattino a nolo, proprio mentre persino tutti i maranza sono partiti per le vacanze. L’incontro ravvicinato con lo chef si trasforma in un espediente narrativo surreale: grazie alle storiche due pacche ricevute, il protagonista viene letteralmente “lanciato” in aria, volando simbolicamente dalla desolazione lombarda fino ad Amalfi, dove riesce finalmente a scattare una fotografia del mare.
Tre mondi lontani uniti da una bici fragola
Una clip promozionale che arriva dopo il lancio di Costiera Amalfitana, il singolo pubblicato il 3 luglio 2026. Il brano unisce tre universi artistici apparentemente incompatibili: l’ironia pop di Fabio Rovazzi, l’eleganza vocale di Arisa – reduce dall’uscita del suo ultimo album Foto mosse – e la leggenda della musica napoletana Nino D’Angelo, che festeggia quest’anno i cinquant’anni di carriera.
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Il contrasto tra l’afa dell’Idroscalo e il sogno di Amalfi
Il significato profondo del pezzo gioca sul contrasto, tipicamente estivo, tra la soffocante giungla urbana e il miraggio delle ferie. Fabio Rovazzi descrive una Milano deserta e torrida, orfana persino dei “maranza” andati in vacanza, dove l’unica consolazione sembra un disperato bagno all’Idroscalo.
A spezzare questa desolazione interviene il dialetto di Nino D’Angelo, che ricorda come sia impossibile trasferire le bellezze del Sud all’ombra del Duomo. Arisa colora il ritornello con immagini spensierate e nostalgiche di corse su una bici fragola, serate al bar e bagni notturni con i vestiti addosso, trasformando il brano nel manifesto di chi l’estate la sogna a occhi aperti.
(Credits: Instagram @rovazzi)