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“Odissea”, tutte le location in Italia del film di Christopher Nolan

Il Mediterraneo diventa lo scenario del mito omerico

16 Luglio 2026

Il leggendario viaggio cantato da Omero prende vita sul grande schermo attraverso gli occhi visionari di Christopher Nolan. Per il suo nuovo e colossale film intitolato Odissea, in uscita nelle sale italiane dal 16 luglio, il regista britannico ha scelto l’Italia come palcoscenico naturale d’elezione per ricreare l’atmosfera ancestrale del poema epico. 

 

Il cuore della produzione ha battuto con forza in Sicilia: la selvaggia isola di Favignana, caratterizzata da rocce frastagliate e misteriosi anfratti costieri, è stata trasformata nella terra incontaminata dell’eroe omerico. Le riprese si sono poi spostate nello splendido arcipelago delle Eolie, toccando Lipari, Vulcano e l’isolotto disabitato di Basiluzzo per rievocare il mitico regno di Eolo e ambientare l’ammaliante scena dell’incontro con le sirene.

 

Dalle navi vichinghe alle sequenze nel Lazio

La maestosa macchina produttiva hollywoodiana si è spinta anche sulle coste del Lazio, scegliendo il litorale di Ostia come base operativa per registrare le spettacolari e complesse battaglie navali. Le riprese, svolte tra il 25 febbraio e l’8 agosto 2025, si sono alternate tra Italia, Grecia, Marocco, Islanda e Scozia. Fedele al suo rigoroso e inconfondibile stile analogico, Christopher Nolan ha bandito quasi interamente la computer grafica per privilegiare eccezionali effetti pratici, girando la pellicola esclusivamente nel maestoso formato IMAX 70 millimetri

Le riprese marittime hanno visto l’impiego straordinario del Draken Harald Hårfagre, un’imponente imbarcazione moderna ispirata alle antiche navi vichinghe. Questa scelta, pur non essendo filologica, è stata fortemente voluta dal regista per garantire un’esperienza di navigazione reale e viscerale.

 

Licenze poetiche e armature dark

L’opera promette già di far discutere storici e appassionati per alcune particolari e audaci scelte artistiche. I costumi di scena, infatti, non replicano fedelmente l’abbigliamento tipico della tarda Età del bronzo. L’armatura indossata dal leggendario re Agamennone ha già attirato l’attenzione della critica per un’estetica marcatamente oscura che richiama la trilogia cinematografica di Il cavaliere oscuro, dello stesso regista. 

Anche gli imponenti elmi metallici visibili nel film risalgono a epoche storiche successive rispetto al nucleo del mito. Ma d’altronde, l’obiettivo di Nolan non è documentaristico: il regista punta a regalare un’esperienza universale e senza tempo, capace di dialogare direttamente con capolavori del passato come l’epico Ulisse del 1954 con Kirk Douglas, fino ad arrivare al più recente Itaca-Il ritorno.

 

(Credits: Youtube @Universal Pictures International Italy)