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Stress da lavoro: può influire anche sulla vita sessuale?
Uno studio associa maggiore stress lavorativo a più problemi di erezione e a variazioni di cortisolo e testosterone
10 Settembre 2026
Pensare al lavoro anche quando si è a casa può avere conseguenze più concrete del previsto. Una nuova ricerca ha trovato un’associazione tra elevato stress professionale e maggiori difficoltà nella vita sessuale maschile, suggerendo che la pressione accumulata durante la giornata possa farsi sentire anche nella sfera più intima.
Lo studio, pubblicato sull’International Journal of Clinical Practice e ripreso da Commenti Memorabili, ha coinvolto 826 uomini tra i 22 e i 40 anni, tutti occupati a tempo pieno. I ricercatori hanno valutato ore lavorate, autonomia decisionale, supporto dei superiori, rapporti con i colleghi e pressione legata alla carriera.
Stress da lavoro e disfunzione erettile: i risultati
Nel gruppo con il maggiore stress psicologico lavorativo, il 54,37% presentava disfunzione erettile e le probabilità risultavano circa dieci volte superiori rispetto al gruppo con basso stress. È emersa anche una relazione dose-risposta: all’aumentare della pressione professionale corrispondeva una funzione erettile peggiore.
Particolarmente interessante è ciò che è emerso analizzando gli ormoni. L’aumento del cortisolo precedeva di 2-4 settimane il calo del testosterone; quest’ultimo anticipava di altre 4-6 settimane il peggioramento della funzione erettile. Una sequenza compatibile con un possibile meccanismo biologico, ma che non dimostra da sola un rapporto diretto di causa-effetto.
Problemi di erezione? Attenzione alla causalità
La disfunzione erettile può dipendere da numerosi fattori fisici e psicologici, quindi lo studio non permette di concludere semplicemente che “più lavoro significa più problemi a letto”. I risultati riguardano inoltre uno specifico campione di uomini giovani e occupati.
Tra i fattori analizzati, orari di lavoro più lunghi erano associati a livelli maggiori di cortisolo, mentre un migliore supporto del supervisore era collegato al mantenimento del testosterone.
Il messaggio, quindi, è più ampio: lo stress professionale può avere effetti che non si fermano alla porta dell’ufficio e possono coinvolgere anche il benessere sessuale.
(Immagini generate con IA)