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Guida alla scelta del miglior lubrificante intimo

da quelli con CBD, probiotici o D-mannosio, i consigli dell'esperta ginecologa

13 Settembre 2026

di Andrea Benatti

I lubrificanti intimi si stanno evolvendo sempre di più con l’aggiunta di ingredienti funzionali come CBD, probiotici e D-mannosio; oltre al piacere, come evidenzia l’ostetrica e ginecologa Federica Rossi intervistata da Repubblica.it, rappresentano veri e propri alleati clinici preziosi per la salute e il benessere sessuale della coppia: «Si consigliano soprattutto in menopausa, quando la carenze degli estrogeni non riguarda solo “quel periodo di vita”», spiega l’esperta. E inoltre «Può verificarsi anche in giovane età nelle ragazze che praticano un’intensa attività fisica o soffrono di ansia e dolore durante i rapporti, oppure anche in concomitanza all’assunzione della pillola o durante periodi di forti stress».

Acqua e silicone vanno d’accordo col preservativo, ma gli oli sono il vero nemico del lattice: ne indeboliscono la gomma naturale facendolo rischiare il patatrac sul più bello! Vale anche per i classici intrugli casalinghi come olio di cocco, vaselina o crema corpo (da evitare come la peste!), a meno che non si usino i condom in nitrile. E per i sex toys? Il lubrificante ad acqua è l’asso nella manica: va bene con qualsiasi materiale e si lava via in un baleno senza far disastri.

Tra i nuovissimi dispositivi da poco in commercio annoveriamo anche quelle formulazioni a base di CBD, probiotici e D-mannosio: il CBD (con zero effetti psicotropi, solo tanto relax) è un toccasana per la vulvodinia, grazie al suo potere lenitivo che spegne il dolore durante i rapporti – anche se un fischio al ginecologo prima di usarlo è d’obbligo; i probiotici puntano invece a salvare il microbioma vaginale da antibiotici e vaginiti, pur senza fare miracoli da soli: il benessere lì sotto, passa pur sempre da dieta, ormoni e un sano stile di vita!

Fonte: Repubblica.it