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Matteo Berrettini e la maschera LED: a cosa serve davvero?

Il tennista romano mostra sui social il suo insolito metodo di recupero post US Open

10 Settembre 2026

Una foto pubblicata sui social network da Matteo Berrettini ha incuriosito tantissimi tifosi e appassionati di tennis. Al termine delle sue fatiche sportive a New York, il tennista italiano si è infatti mostrato in un momento di totale relax nella propria camera d’albergo, indossando gli auricolari, un macchinario posizionato sulla gamba e soprattutto una maschera luminosa appoggiata sul viso.

 

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Come funziona la terapia della luce e la tecnologia LED

Questo trattamento fa parte della cosiddetta terapia della luce, una tecnica nota all’interno del settore medico anche come fotobiomodulazione. Come viene riportato da Chimagazine, questo specifico sistema sfrutta delle particolari frequenze emesse da raggio LED, orientate prevalentemente sullo spettro del rosso e del vicino infrarosso a bassa potenza

Il loro compito principale consiste nel sollecitare le cellule del corpo umano e velocizzare la fase di rigenerazione, favorendo così un ripristino muscolare efficace dopo uno sforzo intenso senza mai riscaldare o danneggiare i tessuti cutanei.

 

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Cosa dicono le ricerche e gli esperti sul recupero

Mentre la luce blu notata sul volto dell’atleta romano viene utilizzata frequentemente per la cura della pelle e per trattamenti di tipo estetico, la medicina dello sport impiega i fasci luminosi focalizzati per diminuire il sensibile dolore muscolare avvertito nel post gara. 

Una recente indagine condotta da alcuni ricercatori nel 2025 invita gli atleti a non attendersi effetti miracolosi sull’intero organismo, pur confermando che l’uso della tecnologia su zone specifiche della muscolatura possa offrire un effettivo beneficio concreto.

Non si tratta assolutamente di uno strumento magico in grado di far vincere le sfide da solo, ma di un semplice tassello che si somma ad altri pilastri fondamentali come il riposo notturno, una corretta alimentazione quotidiana e la costante fisioterapia.

 

 

 

(Credits: Instagram @matberrettini)