Beckham ridisegnato secondo il Golden Ratio: il web si divide
Un artista applica la proporzione aurea al volto dell’ex calciatore: tra chi esalta la perfezione e chi rimpiange il fascino originale
2 Maggio 2025
David Beckham è stato trasformato digitalmente per aderire alla “sezione aurea” o Golden Ratio, un’antica formula matematica (1:1,618) che definisce l’armonia delle proporzioni. L’autore dell’esperimento è José Antonio Saliba, artista che ha sovrapposto una maschera anatomica facciale a un’immagine del calciatore, modificandone i tratti per rispettare questi parametri estetici.
Le modifiche al volto di Beckham
Nel nuovo volto “perfetto”, Beckham appare con sopracciglia più alte e definite, zigomi più pronunciati, occhi meno incavati, una fronte leggermente ridotta e un naso più simmetrico. Le modifiche, sebbene lievi, mirano a migliorare il bilanciamento tra le tre sezioni verticali del volto:
- Dalla radice dei capelli al centro degli occhi (~6,5 cm)
- Dal centro degli occhi alla base del naso (~6,5 cm)
- Dalla base del naso alla punta del mento (~6,5 cm)
Per un totale di circa 19,5 cm di lunghezza facciale, distribuiti in proporzioni auree. La larghezza ideale, sempre secondo il rapporto aureo, dovrebbe essere di circa 12 cm per bilanciare i tratti centrali.
I social: tra ironia e nostalgia
Il risultato ha però diviso l’opinione pubblica. C’è chi ironizza dicendo che Beckham è stato trasformato in Rodrigo De Paul, e chi sostiene che “l’originale era già perfetto”. Alcuni commentatori vedono in questa “ottimizzazione” un eccesso, un tentativo di migliorare ciò che non necessitava miglioramenti.
Golden Ratio: tra arte e biologia
Nato nell’antica Grecia e ripreso dagli artisti del Rinascimento, il Golden Ratio è ancora oggi utilizzato in chirurgia estetica, design e architettura. Ma l’applicazione alla bellezza umana solleva interrogativi: è possibile racchiudere l’attrattiva soggettiva in un’equazione? Lo dimostra il fatto che molti fan rimangono fedeli all’originale. In fondo, la vera bellezza non è forse nascosta proprio in quelle lievi imperfezioni che rendono unico un volto?
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