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Addio ferie brevi: cos’è e come funziona il trend “Golden Gap Year”

Perché attendere l'età pensionabile per realizzare i propri sogni?

La tendenza a rimandare i grandi sogni al momento della pensione sembra non funzionare più per molti lavoratori. Sempre più persone tra i 40 e i 60 anni scelgono di non aspettare la fine della carriera per esplorare il mondo e decidono di staccare la spina nel bel mezzo degli anni lavorativi. È il fenomeno del “golden gap year”, una scelta di vita raccontata da Il Fatto Quotidiano.

 

Che cos’è il “golden gap year” e come funziona

I dati confermano che non si tratta di un caso isolato. Un sondaggio condotto dall’agenzia di viaggi Explore Worldwide su 2.000 residenti nel Regno Unito rivela che circa un terzo dei lavoratori sta valutando seriamente una pausa prolungata dal lavoro. Poiché l’età pensionabile continua ad alzarsi, molti cercano di concedersi “piccole dosi” di viaggi a più riprese, anziché concentrare tutto nell’ultima fase della vita.

 

La pausa dal lavoro per viaggiare

Tra chi ha deciso di fare questo passo ci sono Helen White e il compagno Paul Hart, una coppia di Brighton la cui storia è stata ripresa dal Daily Mail. Helen, 45 anni, lavora come business analyst e ha la possibilità di richiedere fino a un anno di aspettativa; Paul, 46 anni, pianifica di lasciare il suo impiego in una società di ingegneria tra quattro anni, proprio in coincidenza con il suo cinquantesimo compleanno.

 

Perché dire addio alle ferie brevi: la scelta di viaggiare sei mesi

Per la coppia, la decisione nasce dal desiderio di non restare imbrigliati nei ritmi ordinari. “Vogliamo celebrare la fine della mia carriera lavorativa e la transizione di Helen verso un lavoro non più a tempo pieno”, spiega Paul. E aggiunge: “Non vogliamo limitarci alle solite vacanze di due settimane: sembra che, proprio quando ci si è ripresi dal jet lag, sia già ora di tornare a casa. Vogliamo immergerci davvero in un luogo.

 

La loro destinazione sarà il Giappone, dove intendono fermarsi per almeno sei mesi. Riflessioni sulla sostenibilità economica e lavorativa di questa scelta emergono dalle stesse parole di Paul: “Abbiamo entrambi lavorato a tempo pieno fin dall’università e troviamo piuttosto limitanti i vincoli legati alle ferie annuali. Tutti quelli con cui parliamo vorrebbero fare un’esperienza del genere. Non abbiamo figli, quindi forse disponiamo di una maggiore disponibilità economica rispetto ad altri per poterlo fare”.

 

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