Alfa: “Sono felice, sono contento della persona che sto diventando”
I suoi brani impazzano ovunque, i suoi concerti sono sold out: cosa c’è dietro il successo di Alfa
22 Agosto 2025
Per Alfa questa estate è magica e all’insegna del successo. E proprio oggi che compie 25 anni, traccia a Sorrisi e Canzoni un bilancio di quanto sta accadendo. Certo per lui non c’è un attimo di pausa, ma non rimpiange di certo il momento d’oro: “Tra il tour estivo, i live europei e i palasport in autunno, non mi fermerò per sei mesi. E poi ho questa convinzione: le vacanze me le devo meritare. Se questo periodo andrà bene, allora sì, mi prenderò qualche settimana all’inizio del prossimo anno”.
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“A me mi piace”, da settimane in vetta alle classifiche
E poi c’è A me mi piace, il featuring con Manu Chao che da settimane è ai primi posti delle classifiche. Non solo in Italia, ma anche all’estero: “È una bella soddisfazione! Il brano si sente in Austria, Germania, persino in Messico. Mi hanno detto che in Francia la trasmettono sulla radio più ascoltata del Paese assieme a Damiano David, l’altro artista italiano in programmazione”.
Per lui lavorare con Manu Chao è stato un traguardo enorme. Ma com’è nata questa hit? “L’idea di collaborare ce l’ho da sempre perché sono un grande fan. L’ho incontrato al suo concerto a Milano, abbiamo parlato molto e lui mi ha anche confessato di amare Genova, la mia città. Ci siamo scambiati i contatti e, al momento giusto, gli ho mandato la canzone”.
L’affinità con Ed Sheeran
E poi c’è stato l’incontro con Ed Sheeran con cui ha duettato sulle note di The A Team: “Ed Sheeran è proprio come me lo sono sempre immaginato, se non meglio! Siamo andati in giro per Roma in Vespa come due ‘piccioncini’. Lui mi ha fatto ascoltare delle canzoni nuove e ci siamo scambiati gli indirizzi e-mail perché non usa il telefono. Ogni tanto ci scriviamo e, se un giorno dovessi andare a Londra, mi ha promesso che mi porterà in un ristorante indiano buonissimo”.
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L’autenticità: il segreto della sua popolarità?
Secondo tanti, lui e Sheeran sono molto simili: “Mi sento affine a chi promuove la normalità, la semplicità. Ed Sheeran mi ha trasmesso l’energia di una persona in pace con il suo successo. È consapevole di chi è, ma questo non lo influenza nelle scelte, nel rapporto con le persone. Spero di mantenere anche io quel tipo di umanità, a prescindere da come andrà la mia vita”.
E forse è proprio l’autenticità a renderlo così amato dal pubblico: “Secondo me esistono due tipi di successo: quello aspirazionale e quello empatico. Io prediligo il secondo, che significa stare in mezzo alla gente e sentirla vicina. Non so esattamente quale sia il segreto del mio legame con il pubblico, ma in tanti mi dicono che riesco a essere trasversale: piaccio ai bambini, ai ragazzi della mia età e persino ai genitori”.
Il successo improvviso e inaspettato
Tutto per lui è iniziato con Cin Cin, uno sfogo nato dopo una delusione d’amore. “In tre settimane è esplosa grazie al passaparola online, sono salito in classifica e tutte le etichette discografiche hanno iniziato a notarmi. Così ho finito la maturità e firmato il mio primo contratto. È stato il mese più bello della mia vita. Sono passato dal non uscire mai dalla classe, dall’essere invisibile e molto timido, a diventare il ‘figo della scuola’ che tutti salutavano. È stata una vera botta di ego, un senso di rivincita che, in quel periodo, mi aveva trasformato e reso più arrogante. Oggi mi posso perdonare quella fase”.
Il Covid e la rinascita
Poi è arrivato il Covid che ha fermato tutto: “Avevo paura di essere solo una meteora, di fare una canzone e poi smettere. Cerchiamo il successo ma, allo stesso tempo, può avvelenarci se nessuno ci insegna a gestirlo. Il mio umore oscillava continuamente, in quei mesi ho toccato il fondo: ero stressato, ansioso e ho iniziato a prendere peso”. A quel punto “ho cambiato manager, iniziato un percorso di terapia e cominciato ad andare in palestra. Ho fatto passi avanti con l’autostima: pian piano ho iniziato a piacermi allo specchio, è stata una sensazione davvero bella”. Ed oggi si dice felice, anche perché: “Dopo le difficoltà mi sono ripromesso di ricordarmi che la felicità non capita per caso, è una scelta. Sto crescendo e sono contento della persona che sto diventando”.