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Avevi un amico immaginario? Potresti sentirlo ancora
Un nuovo studio suggerisce un legame tra gli amici immaginari da bambini e la sensazione di percepire una presenza quando si è adulti
3 Novembre 2026
Sarà capitato a tutti, almeno una volta, di percepire la sensazione di non essere del tutto soli all’interno di una stanza.
Secondo un recente studio pubblicato sulla rivista Consciousness and Cognition, esiste un legame diretto tra questa percezione in età adulta e l’aver avuto un amico immaginario durante l’infanzia.
La connessione tra infanzia e percezioni adulte
I ricercatori dell’Università di Economia di Smirne hanno condotto un’indagine su un campione di 185 adulti privi di disturbi psichiatrici.
Hanno scoperto che chi da bambino interagiva con compagni di gioco immaginari presenta una propensione nettamente superiore a percepire presenze invisibili nelle vicinanze.
Non si tratta di fantasmi né di fenomeni paranormali, ma di una particolare peculiarità del nostro cervello legate alla gestione dello spazio e dei ricordi.
La mappa dello “spazio peripersonale”
I neuroscienziati spiegano che la maggior parte dei bambini posiziona i propri amici immaginari entro i 70 centimetri dal proprio corpo, ossia nel cosiddetto “spazio peripersonale”.
Questa costante interazione finisce per tracciare una vera e propria mappa sociale permanente nel centro di elaborazione spaziale del cervello.
Con il passare degli anni l’amico immaginario scompare, ma l’impronta cognitiva lasciata nello spazio circostante continua a farsi sentire, generando quel sottile e innocuo senso di presenza.
(Immagini generate con IA)