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Billie Eilish: “L’artista che ho ascoltato di più quest’anno? Io”
La cantante si racconta senza posa: più pop e più libera
29 Aprile 2026
Billie Eilish parte da una confessione quasi comica: con il suo disturbo ossessivo-compulsivo, crede a ogni superstizione possibile.
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Anzi, preferisce non conoscerne di nuove. Eppure, quando si parla di musica, il rischio lo ha preso eccome. Il caso più evidente è Birds of a Feather, pezzo di Hit Me Hard and Soft diventato il brano più ascoltato su Spotify nel 2024. Lei a Elle lo definisce una deviazione importante: “‘Birds of a Feather’ è un rischio musicale per me che sono molto felice di aver preso, ovviamente. Non mi piaceva l’idea di diventare più pop, diciamo. Ma ovviamente le cose sono andate bene”.
La musica che ascolta più di tutti: la sua
La cosa più spiazzante è che Billie non finge distacco: dice che la sua attività preferita è ascoltare le proprie canzoni in macchina. Nel suo Spotify Wrapped, l’artista più ascoltata era lei stessa. “I miei amici mi prendono in giro”, racconta, ma la risposta è semplice: “Mi dispiace, faccio la musica che voglio ascoltare”. Anche Wildflower, che lei e Finneas immaginavano come un brano laterale, ha avuto un destino enorme: Song of the Year ai Grammy. “Non sarà questa la hit. È una cavolo di ballata con la chitarra!”. Invece sì.
Il fratello Finneas, il tour e la paura di separarsi
La parte più delicata riguarda Finneas. Billie spiega che andare in tour senza suo fratello era necessario, ma durissimo. I due si vedevano ormai solo prima di salire sul palco, mentre lui restava bloccato nella sua postazione “come Rapunzel”. Lei smentisce ogni voce di rottura: “Finneas e io non abbiamo mai avuto e non avremo mai una rottura, mai nella nostra vita”. Litigano, magari forte. Poi tornano a ridere e fare musica. Senza di lui, ammette, potrebbe perfino smettere di scrivere.
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Il rapporto col suo corpo, con i fan e il futuro
Billie parla anche del suo rapporto con il corpo: maglie larghe, sollievo, hip hop, desiderio di non essere letta come fragile solo perché femminile. Oggi quel codice è diventato libertà. “Avevo un rapporto davvero, davvero tossico con il mio corpo. Avevo molti problemi alimentari. Ricordo di aver indossato, tipo, una maglietta grande e il sollievo che ho provato. Allo stesso tempo, c’era il mio amore per la cultura hip-hop e il desiderio di essere un uomo. Questa è la misoginia che abbiamo tutti dentro di noi… cioè il fatto che non volevo essere vista come femminile e quindi debole. Non è giusto. Ho trovato un buon modo per non sentirmi più così”.
I fan, invece, restano il centro emotivo: cantano parole nate in solitudine e le trasformano in qualcosa di collettivo. Sul futuro lascia due immagini: l’interesse per la recitazione, dopo le voci su La campana di vetro, e l’attesa per BE4, il suo nuovo album.
(Credits: Instagram @billieeilish)