Borghesia e proletariato? In Italia non esistono più
Sono finiti i tempi della lotta di classe. A confermarlo è uno studio statistico.
26 Maggio 2017
La lotta di classe? Un ricordo del passato. È stata superata, in Italia, l’arcaica divisione tra borghesi e operai. Una ricerca effettuata dall’Istat ha elaborato infatti diversi profili di reddito per classificare la situazione reddituale del nostro Paese, considerando sia fattori economici che socio-culturali, quali appunto professione, cittadinanza, titolo di studio e numero di familiari. “La classe operaia ha abbandonato il ruolo di spinta all’equità sociale mentre la borghesia non è più alla guida del cambiamento e dell’evoluzione sociale” – comunica l’istituto, “Una delle ragioni per cui ciò è avvenuto è la perdita dell’identità di classe, legata alla precarizzazione e alla frammentazione dei percorsi lavorativi, ma anche al cambiamento di attribuzioni e significati dei diversi ruoli professionali“.
Al momento sono nove le classi sociali individuate dall’Istat:
- i giovani ‘colletti blu‘, con basso rischio povertà, di cui 3 su 4 sono operai a tempo indeterminato;
- le famiglie degli operai in pensione che vantano un reddito medio, formate da una sola persona oppure da coppie senza figli;
- le famiglie a reddito basso con stranieri, che sono 1,8 milioni e vivono nelle peggiori condizioni economiche;
- quelle a reddito basso di soli italiani, che sono 1,9 milioni e spesso si tratta di coppie con più di un figlio, basso livello di istruzione e bassi redditi. Almeno un terzo di queste è a rischio povertà;
- le famiglie tradizionali della provincia;
- il gruppo formato da anziane sole e giovani disoccupati, di cui 4 famiglie su 10 rischiano la povertà;
- le famiglie benestanti di impiegati, che godono di un buon tenore di vita;
- le famiglie con ‘pensioni d’argento‘, caratterizzate da spese elevate e reddito alto, oltre che da un ottimo livello di scolarizzazione;
- la classe dirigente.
I gruppi più numerosi sono quelli delle famiglie degli operai in pensione e quelle di impiegati benestanti, che hanno un reddito molto vicino a quello medio e costituiscono il 40% delle famiglie italiane. Al terzo posto segue la classe di anziane sole e giovani disoccupati, che conta in totale di 5,4 milioni di individui.