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Borghi: “Sognavo questo lavoro, ma ora sono meno felice di anni fa”

L’attore si confessa tra disillusione professionale e paternità

Man with short dark hair and beard stands against a dark panel backdrop, wearing a beige polo shirt.

11 Giugno 2026

Alessandro Borghi dal 10 giugno 2026 è tornato nelle sale cinematografiche con Il prigioniero, l’attesa fatica cinematografica del regista premio Oscar Alejandro Amenábar. Nel lungometraggio, che unisce le dinamiche del dramma storico alle tensioni del genere prison movie, l’attore italiano si è misurato con la sfida di recitare interamente in lingua spagnola per interpretare Hasán Bajá, il potente governatore di Algeri nel 1575

 

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Alessandro Borghi e il cambio di vita

Eppure, nonostante questo nuovo lavoro, il baricentro della sua vita si è drasticamente spostato dal set alla dimensione intima e familiare, ridefinendo le sue priorità umane e professionali. Borghi non nasconde più la fatica nel tollerare i meccanismi tossici che spesso regolano le produzioni odierne, puntando il dito contro la gestione caotica degli spazi di lavoro e le storture di un sistema distributivo che penalizza le opere di qualità.

Nel delineare questa metamorfosi interiore, l’attore ha rilasciato a Vanity Fair una confessione densa di emotività: “Mi sembra di essere sempre alla ricerca di sensazioni che ho provato in passato e che non riesco più a replicare, forse perché pretendo molto da questo mestiere. Succede perché ci sono aspetti della gestione di un set che oggi tollero meno: la confusione, le urla e la mancanza di rispetto”. 

 

La ricerca della felicità oltre i confini del set

La riflessione prosegue: “Sono felice, ma meno di qualche anno fa. In questi anni ci sono state cose che non hanno funzionato. Quando un film va a Cannes e poi esce in tredici copie, mi arrabbio. Mi arrabbio perché non riusciamo a risolvere il problema e a capire quale ingranaggio andrebbe sistemato. Le storie? Il pubblico? La distribuzione? Mi dispiace non avere una soluzione da proporre. So solo che vedo sempre meno persone felici che vanno al cinema. E questo mi rattrista”.

L’attore trova felicità nelle piccole cose. Per esempio “trovare il tempo per fare una passeggiata con mio figlio. Stare con Irene (la compagna, ndr), sapere che due volte all’anno riesco a riunirmi con gli amici e a divertirmi ballando fino alle cinque del mattino. Sono queste certezze della vita che hanno un effetto diretto sul mio umore e sulla mia emotività. Mi fanno sentire amato e mi permettono di amare”.

 

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L’amore per il figlio che ha cambiato la sua vita 

E ancora ammette amaramente: “Per vent’anni ho sognato di fare questo mestiere ogni giorno, poi la prospettiva è cambiata. Non credo che il lavoro nobiliti l’uomo, credo piuttosto che l’uomo venga nobilitato dall’amore”. Poi il discorso passa all’amore per il figlio: “Ho la fortuna di avere un figlio che ha completamente cambiato la mia vita. Posso avere problemi durante la giornata, ma quando torno a casa tutto svanisce: lui riesce a trasformare le negatività in energia positiva”.

 

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(Credits: Getty Images)