L’intelligenza artificiale sta diventando molto più attenta a quello che le chiediamo, soprattutto quando c’è di mezzo un banco di scuola. Molti studenti si sono ritrovati davanti a un muro inaspettato: un messaggio secco in cui il software si rifiuta categoricamente di fornire soluzioni.
Non è un problema tecnico, ma una precisa scelta di OpenAI per contrastare chi cerca di barare durante le prove.
Come ChatGPT riconosce l’aula e le foto sospette
Ma come fa un software a capire che quella che gli stiamo inviando è la traccia di un esame? Il segreto sta nella capacità dell’algoritmo di analizzare non solo il testo, ma tutto quello che lo circonda.
Secondo diversi esperti tech, se caricate una foto scattata di sfuggita, magari un po’ mossa, inquadrando un angolo di banco o un foglio di protocollo tipico delle aule, ChatGPT lo capisce. Riconosce il contesto e intuisce che quella richiesta sta avvenendo durante un compito, decidendo così di non intervenire.
Anche se esistono modi per provare a confondere l’algoritmo, resta un limite invalicabile: l’IA può risolvere un compito in pochi secondi, ma non potrà mai sostituire la tua preparazione reale.
(Credits: Getty Images)
