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Coez, esce “From the Rooftop 3”: l’album registrato in presa diretta
Un album senza filtri: Coez sceglie l’imperfezione con tante collaborazioni
20 Maggio 2026
Sul tetto del Grand Hotel Baglioni di Firenze, Coez ha costruito un laboratorio musicale fuori dagli schemi. Il suo nuovo progetto From the Rooftop 3, in uscita il 22 maggio 2026, è stato registrato interamente in presa diretta, senza correzioni, senza sovraincisioni e soprattutto senza autotune. Una scelta precisa in un’epoca in cui la perfezione digitale domina la produzione musicale. Il risultato è un disco che non nasconde nulla: ogni stonatura, ogni respiro, ogni esitazione resta intatta. Un approccio che ribalta la logica attuale della musica pop e urban, dove tutto può essere corretto in post-produzione.
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“Volevo che si capisse che eravamo veri”
Coez ha spiegato così la sua scelta artistica in un’intervista a Vanity Fair: “Volevo che si capisse che eravamo veri. Noi non siamo più abituati. Pensiamo sempre che i dischi di una volta fossero meglio senza il tune, ma poi li riascolti e ti accorgi che anche lì c’era. Adesso stai col fucile puntato su tutto”. Un’affermazione che racchiude l’intero senso del lavoro sul rooftop, dove ogni brano viene registrato in un’unica take video e audio. Una sfida tecnica e mentale, perché ogni errore obbliga a ricominciare da capo. Il risultato è una tensione creativa costante, che diventa parte integrante del suono.
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Un set collettivo tra musica, città e concentrazione
Sul tetto fiorentino si muove una vera e propria macchina artistica: musicisti, fonici, archi e tecnici, anche fino a trenta persone contemporaneamente. Tutto deve funzionare in perfetta sincronia. Un solo errore può compromettere l’intera registrazione. Quella concentrazione diventa il clima giusto: “Non tensione gratuita. È musica”.
Coez descrive quell’ambiente come una forma di concentrazione estrema, quasi fisica. Non un clima di pressione sterile, ma un modo diverso di vivere la musica. Il progetto segna anche un’evoluzione stilistica chiara: un passaggio verso arrangiamenti più minimali, più suonati, meno costruiti digitalmente. “Guardando la mia discografia dall’album precedente ad oggi, mi sto spostando verso il mondo più suonato, verso qualcosa di più minimale”.
Firenze al posto di Roma e il singolo con California
Con questa terza edizione, il format cambia ancora pelle. Firenze sostituisce Roma come location principale e il progetto si arricchisce di nuovi elementi: non solo reinterpretazioni del repertorio, ma anche brani inediti nati direttamente in versione Rooftop. Tra questi, il singolo Niente da nascondere, che contiene anche un riferimento a La donna cannone di De Gregori. C’è poi una collaborazione con California – ex Coma Cose – in un mashup che recupera un brano rap del 1998, rimasto per anni in sospeso. Un incontro che unisce mondi diversi della scena italiana, tra urban, indie e memoria musicale.
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Dal rooftop al live: una nuova idea di concerto
Il progetto non si ferma al disco. Dopo i primi esperimenti nei live londinesi senza sequenze e click, Coez porta ora il format anche nei concerti estivi 2026. Il tour attraverserà anfiteatri, ville storiche e teatri all’aperto come Verona, Macerata e Pompei. La direzione è chiara: spazi più raccolti, meno dispersione sonora, più contatto con il pubblico. Un ritorno alla voce, alla presenza fisica, alla musica non filtrata.
In un’industria sempre più digitale, From the Rooftop 3 rappresenta una dichiarazione d’intenti. Rinunciare all’autotune e accettare l’imperfezione significa esporsi, ma anche restituire autenticità al suono. Coez lo sintetizza così: “A volte continuiamo a fare cose per inerzia. Poi a un certo punto scopriamo che non ci appartengono più”.
(Credits: Getty Images)