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Cos’è l’ibernismo? La tecnica di Zero Stizzoli, “l’uomo sottozero”
Il trentenne veronese sfida il freddo estremo a torso nudo e nei laghi ghiacciati
3 Febbraio 2026
Mentre la maggior parte della gente si copre con maglioni di lana, piumino e sciarpa, c’è Zero Stizzoli, un veronese che nell’ultimo periodo ha attirato l’attenzione per sfidare le vette invernali con nient’altro che la propria pelle.
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Chi è Zero Stizzoli, l’“uomo sottozero”: perché sfida il freddo estremo a corpo nudo
“Per me non era così freddo, ma per chi mi vedeva era qualcosa di insolito. Molti avevano i brividi solo a guardarmi” – ha rivelato in un’intervista del Corriere del Veneto.
Il trentenne, conosciuto come “uomo sottozero”, ha poi chiarito: “il soprannome è stata un’invenzione degli altri, l’hanno dedotto dalle esperienze che intraprendo al freddo, anche sotto lo zero, senza indumenti. Non è una goliardata. È una disciplina. C’è chi mi crede matto, chi mi fa i complimenti, chi chiede perché lo faccio”
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In effetti, come si evince da alcuni reel pubblicati su Instagram, l’esposizione al freddo per lui è una vera e propria ricerca interiore. “Quando capisci che puoi farlo superi quella che è una barriera fisica, e ti rendi conto che puoi fare altro, perchè è tutto nella testa, la tua testa ti dice “Tu non puoi stare qui dentro, perchè è un pericolo di morte” però io riesco a starci lo stesso”.
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Dalle immersioni nei laghi ghiacciati al barefoot sulla neve
Le sue imprese, vanno dalle immersioni nel Lago di Nambino e di Resia, passando per tratti della Via Francigena in Toscana con temperature intorno ai 10 gradi, fino a praticare il barefoot sulla neve per ore, come accaduto sul Monte Carega, ovvero camminare a piedi scalzi.
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Questa pratica, vicina ai modelli scandinavi di ibernismo, punta a risvegliare i sensi. Stizzoli spiega così la sua filosofia: “Quando sei coperto non senti nulla. Quando sei esposto, invece, il corpo reagisce davvero. È in quel momento che impari ad ascoltarlo”.
(Credits: Instagram @zen_stiz)