Crescere in fretta. Demi Lovato torna a parlare della sua adolescenza difficile fatta di disturbi alimentari, di una vita sregolata e della difficoltà di essere cresciuta troppo in fretta. Problemi che nel 2010 l’hanno costretta al ricovero in un centro di recupero per superare i suoi problemi di bulimia e di autolesionismo. Ed anche quando il padre e la madre hanno cercato di portarla nella giusta direzione, la Lovato ha sempre trovato il modo per "trasgredire"; per combatterli e sentirsi più grandi. Problemi che in parte possono essere dipesi dal fatto di avere delle responsabilità in età troppo giovane. "I miei parenti cercavano di controllarmi ma io li combattevo, spiegandogli che ero io quella che pagava le bollette. In quel momento della mia vita non c’era molto che potessero veramente fare. Penso che abbiano fatto il massimo. Credo di aver avuto gli stessi problemi di altri ragazzi che si trovano nella condizione di dover provvedere alla propria famiglia", ha rivelato al magazine Nylon. "Non volevo mai sentirmi dire "no". Volevo crearmi le mie regole, pensavo di essere abbastanza adulta da poterlo fare, da fare festa ma ovviamente non era così".
La solidarietà. Dopo essere passata dalle forche caudine della riabilitazione, ora Demi vuole provare a restituire parte del suo successo e della sua fortuna aiutando gli altri come tenta di fare con il programma che ha lanciato dopo la morte del padre Patrick, ucciso da un cancro. L’obiettivo è quello di aiutare ragazzi che soffrono di problemi psicologici o legati all’assunzione di sostanze stupefacenti pagando per i loro trattamenti. "Vorrei solo separare me stessa dalla "ragazza che ha superato i suoi problemi" o dalla "ragazza Disney" che è finita in riabilitazione mentre lavorava per la Disney".
