La storia di Emilia Clarke, l’indimenticabile Daenerys di Game of Thrones, è una testimonianza di incredibile resilienza celata dietro i riflettori di una delle produzioni più imponenti della tv.
Durante una recente partecipazione al podcast How To Fail di Elizabeth Day, l’attrice è tornata a riflettere sul trauma vissuto a causa dei due aneurismi cerebrali che l’hanno colpita nel 2011 e nel 2013.
Il primo episodio avvenne in un luogo banale, la palestra, ma la percezione fu immediata e devastante: Clarke capì subito che qualcosa nel suo corpo si era spezzato e la paura di morire divenne un’ombra soffocante.
Emilia ha avuto paura per la sua carriera
Eppure, ciò che colpisce del suo racconto non è solo il dolore fisico, ma il peso psicologico che ne derivò. “Mi vergognavo moltissimo che fosse successo”, ha confessato, aggiungendo di aver temuto per il suo futuro lavorativo: “E temevo che le persone che mi avevano assunta potessero vedermi come debole, o come qualcosa che si potesse spezzare”.
Le conseguenze
All’epoca era giovanissima, per questo cercò di ignorare le conseguenze, tornando sul set nonostante i dolori lancinanti.
Dopo l’operazione, i mal di testa la tormentarono per settimane, portandola a vivere con il costante terrore di morire in diretta televisiva. Nel 2022 Clarke ha rivelato al Sunday Morning della BBC, aveva definito “notevole” il fatto di poter parlare e condurre una vita autonoma.
Nonostante la criticità delle sue condizioni di salute, Emilia Clarke ha dimostrato che la vulnerabilità non è sinonimo di fragilità. La sua capacità di trasformare la vergogna in una missione di sensibilizzazione è, forse, la sua vittoria più grande, rendendola un esempio di forza non solo sullo schermo, ma nella vita reale.
(Credits: YouTube @gameofthrones)
