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Esistono le persone fortunate? La scienza dice no. E spiega perché

Lo psicologo Richard Wiseman ha studiato centinaia persone per anni: la fortuna non è destino. È un atteggiamento mentale che si può imparare

30 Luglio 2026

C’è sempre qualcuno che sembra trovare parcheggio sempre, incontrare la persona giusta al momento giusto, essere nel posto giusto ogni volta che conta. E c’è qualcun altro che, per usare un termine tecnico, è uno iellato cronico. Destino? Caso? Magia? No. È psicologia.

 

Richard Wiseman e il fattore fortuna: dieci anni di ricerca

Lo psicologo britannico Richard Wiseman, professore all’Università dell’Hertfordshire, ha dedicato anni a una domanda che nessun altro scienziato aveva preso sul serio: la fortuna si può studiare? Ha reclutato centinaia di persone — chi si definiva fortunato, chi sfortunato — e le ha osservate, intervistate, sottoposte a test per anni.

Nel suo libro The Luck Factor, Wiseman conclude che fortuna e sfortuna non avrebbero nulla a che fare con il destino o le forze occulte. Il principale fattore sarebbe il diverso modo di pensare e agire delle persone.

 

La differenza tra fortunati e sfortunati: l’attenzione selettiva

Wiseman ha messo alla prova i suoi soggetti con un esperimento semplice quanto rivelatore. Ha consegnato loro un giornale chiedendo di contare le fotografie. Già alla seconda pagina c’era un annuncio enorme: Smetti di contare: ci sono 43 fotografie. Le persone che si definivano sfortunate lo ignoravano quasi sempre, erano troppo concentrate sul compito. Quelle fortunate lo notavano e si fermavano.

La differenza non era l’intelligenza. Secondo Wiseman, le persone che si considerano fortunate tendono ad essere più rilassate, aperte alle opportunità e meno focalizzate esclusivamente sul compito.

 

La fortuna si può imparare: i quattro principi di Wiseman

La parte più sorprendente della ricerca è questa: Wiseman ha creato una Luck School, una serie di esercizi per modificare l’atteggiamento delle persone sfortunate. L’80% dei partecipanti ha riportato un miglioramento significativo nella propria vita entro un mese.

I quattro principi individuati dallo psicologo sono: massimizzare le opportunità casuali, ascoltare l’intuito, aspettarsi che le cose vadano bene e trasformare la sfortuna in fortuna cambiando prospettiva. Questo dimostra che fortunati non si nasce, si diventa.