Vai al contenuto
Home » Articoli » Tutto news » Federer entra nella Hall of Fame: “Ho contato le fasce per capelli”

TUTTO NEWS

Federer entra nella Hall of Fame: “Ho contato le fasce per capelli”

Il fuoriclasse elvetico celebra l'ingresso nell'International Tennis Hall of Fame a Newport tra aneddoti di carriera e l'introduzione della moglie

31 Agosto 2026

Il tempio del tennis accoglie il suo re in una cornice intrisa di commozione e ricordi indimenticabili. Il 45enne elvetico Roger Federer è stato ufficialmente introdotto nell’International Tennis Hall of Fame a Newport, nel Rhode Island, coronando una straordinaria carriera costellata da 103 titoli ATP e 20 trofei del Grande Slam.

 

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Roger Federer (@rogerfederer)

 

Nel celebrare quello che ha definito uno dei più grandi onori della sua vita, il campione ha condiviso l’emozione del traguardo ripercorrendo l’intero viaggio iniziato sui campi da gioco quando era solo un bambino. Ad aprire la cerimonia è stata la moglie Mirka Federer, che con grande sorpresa del pubblico ha preso la parola rompendo un lungo silenzio mediatico durato 24 anni.

 

La dedica della moglie Mirka 

L’introduzione di Mirka Federer ha regalato momenti di sincera complicità e nostalgia. La donna ha ricordato l’incontro avvenuto ai Giochi Olimpici di Sydney nel 2000 e gli albori di una storia straordinaria.  “Io e Roger ci siamo conosciuti ai Giochi Olimpici di Sydney nel 2000: lui aveva 18 anni, io 21. Roger ha deciso che l’età fosse solo un numero e mi ha corteggiata in ogni modo e, fortunatamente, è stato perseverante. Aveva zero titoli ATP fino a quel momento, zero. Sono stata presente negli altri 103 che ha conquistato” ha dichiarato. 

 

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Roger Federer (@rogerfederer)

 

Poi ha proseguito sottolineando come per il marito la famiglia rappresenti da sempre la vera priorità: “L’uomo mi ha sempre impressionato più del suo tennis. È il padre più devoto che i nostri quattro figli potessero avere. Per lui la famiglia è sempre venuta prima. Per i nostri figli è papà, quello che li fa ridere, che legge le storie, che gioca con loro. Gli amici lo conoscono come una persona che ha sempre tempo per loro, e l’ha imparato da due meravigliosi genitori a cui hanno insegnato a trattare tutti con lo stesso rispetto. Robert e Lynette hanno regalato al mondo un campione e prima ancora una persona che ho sempre ammirato. Non per quello che hai ottenuto quando il mondo ti guardava, ma quel che sei quando nessuno ti guarda. Grazie per essere rimasto sempre te stesso. Questa sera è un onore introdurre mio marito, il mio migliore amico e, ora, il nuovo membro dell’International Tennis Hall of Fame”. 

 

L’ironico conto di fasce e calzini

Salito sul palco per ricevere il riconoscimento, Roger Federer ha ironizzato sulla rarità dell’evento affermando: “Credo di non aver sentito parlare mia moglie in pubblico da 24 anni, mi sembra che l’esito sia stato notevole”. Lo svizzero ha poi strappato risate al pubblico rivelando curiose statistiche sulla propria tenuta di gara: “Mi sono goduto ogni momento del viaggio che mi ha portato fino a qui. Tra il debutto nel 1998 e il ritiro ho indossato più di 5.000 fasce per capelli, più di quelle di Borg e McEnroe messi insieme. E probabilmente ho usato più di 7000 paia di calzini, perché li indossavo doppi”.

 

L’eredità sportiva e l’amore per il tennis

Tra i passaggi più intensi dell’intervento, il fuoriclasse elvetico ha ricordato la sua infanzia a Basilea, dalle prime battute con la racchetta di legno all’esperienza come raccattapalle al torneo locale, fino al passaggio dal rovescio a due mani a quello ad una mano sola. Federer ha evidenziato il valore del cameratismo e delle grandi sfide affrontate contro Novak Djokovic, Rafael Nadal, Andy Murray, Pete Sampras e Andre Agassi, rivolgendo un messaggio di speranza alle future generazioni di atleti. 

Nel salutare la platea, il campione ha concluso il suo appassionato tributo dicendo: “Anche se noi ci ritiriamo, lo sport continua a evolversi. Spero che conservi un po’ di quello spirito amatoriale, che mantenga il cameratismo tra i giocatori. Spero che i giocatori rimangano giovani dentro e fedeli a se stessi, autentici. E ricordino sempre di non smettere mai di fare domande e di correre dei rischi. Continuiamo a portare questo sport che amiamo al livello successivo e a migliorare, sempre di più, ancora e ancora. Questo ragazzo di Basilea vi ringrazia per questo incredibile onore e per aver condiviso il viaggio che ci ha portati insieme fino a qui”.

 

 

(Credits: Getty Images)