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E’ morto Dario Fo, il “sommo giullare” Premio Nobel per la Letteratura

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Addio Dario Fo. Si è spento questa mattina, all’età di 90 anni, all’Ospedale Sacco di Milano, dove era ricoverato da giorni per problemi respiratori: attore istrionico, regista visionario, scrittore, drammaturgo, pittore, scenografo e attivista impegnato, Dario Fo non ha mai smesso di lavorare. Anzi. Nemmeno un mese fa aveva pubblicato il suo ultimo libro su “Darwin”, progetto arrivato subito dopo la presentazione, quest’estate a Cesenatico, dei suoi dipinti, delle sue sculture e delle sue maschere.

Nemmeno quando – tre anni fa – era mancata sua moglie Franca Rame, sua compagna nella vita e sul palcoscenico dal 1954, Fo si era allontanato dall’arte e delle fatiche quotidiane. “Con Dario Fo l’Italia perde uno dei grandi protagonisti del teatro, della cultura, della vita civile del nostro Paese”, ha detto il Premier Renzi, “La sua satira, la ricerca, il lavoro sulla scena, la sua poliedrica attività artistica restano l’eredità di un grande italiano nel mondo. Ai suoi familiari il cordoglio mio personale e del governo italiano”.

Il 9 ottobre del 1997, il “sommo giullare” venne insignito del Premio Nobel per la Letteratura, perché, recitava la motivazione, “seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia il potere restituendo la dignità degli oppressi”. Ironia della sorte, Fo ci ha lasciato proprio nel giorno in cui il poeta rock Bob Dylan ha ricevuto il Nobel per la Letteratura

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