Il significato del disco lo ha spiegato Manuel, tornato alla musica dopo la scomparsa del padre in seguito a una lunga malattia: “Si chiama ‘Folfiri o Folfox’ come i due trattamenti chemioterapici ai quali mio padre si stava sottoponendo, ma suona come una filastrocca scema”, ha spiegato, “(Oggi) Voglio essere libero per poter dire come mio padre di non avere paura di morire, perché la vita, qualsiasi cosa significhi, l’ho vissuta perché io volevo, non perché dovevo. Di questo parla il disco. Voglio essere felice e non me ne frega più un ca**o se è la cosa più banale del mondo”.
“Folfiri o Folfox” snocciola 18 inediti in 2 Cd che rappresentano una nuova partenza, nonché, come ha detto Manuel, una via “per cercare di spiegare a me stesso come mi sento, reagire, buttare fuori le tossine, riconoscere l’energia e, soprattutto, non andare nel panico”. Il futuro? In tour, a partire dall’8 luglio, quando gli Afterhours si esibiranno al Goa Boa Festival, a Genova.
