E’ Jacob Collier, 22enne autodidatta di North London, Inghilterra, il quale, consumata un’ascesa che dal web, dove si è fatto conoscere grazie a una serie infinita di originalissimi – e cliccatissimi (!) – video-performance, lo ha portato sui palcoscenici dei festival jazz più prestigiosi del pianeta, da solo o al fianco di maestri del calibro di Herbie Hancock, Chick Corea, Jamie Cullum, Pet Metheny e Peter Erskine, ha da poco pubblicato l’album di debutto da lui interamente scritto, arrangiato, prodotto, suonato e interpretato. Il titolo? “In My Room”, “Nella mia stanza”.
Tutto è cominciato nella sua stanza, la stanza della musica in cui la mamma di Jacob, Suzie Collier, violinista e docente molto rispettata Oltremanica a sua volta figlia d’arte, era solita dare lezioni ai suoi giovani allievi. Sin da piccolo Jacob osservava, ascoltava, assorbiva tutto e si divertiva a strimpellare gli strumenti presenti nel piccolo paese dei balocchi chiuso tra quelle quattro mura. Un gioco che molto presto, quando Jacob ha imparato a suonare alla perfezione tutti gli strumenti, dal pianoforte alle percussioni e dalla chitarra al contrabbasso, perfezionando la propria tecnica vocale al punto da moltiplicarsi diventando l’unico protagonista, anche nei suoi sofisticati montaggi video, della sua musica, è diventato la sua ragione di vita.
Una cover dopo l’altra, il giovane Collier è emerso rapidamente dagli abissi di internet conquistando un esercito di fan che, grazie all’ausilio del crowdfunding, gli ha permesso di sostenere le spese necessarie a continuare quell’ambizioso percorso musicale, nonché, segno dei tempi, multimediale. Non è un caso che, una volta lanciato il video nel quale si cimentava in una cover di un classico di Stevie Wonder (“Don’t You Worry ‘bout a Thing”) che ha fatto il giro del mondo, Jacob abbia letteralmente stregato uno dei personaggi e dei talent scout più attenti al sottobosco musicale globale, Quincy Jones.
E’ infatti sotto l’egida di “The Dude”, così gli americani amano chiamare Mr. Jones, che Jacob ha incontrato i grandi del jazz, calcato i palcoscenici più ambiti e conosciuto un altro uomo chiave della sua ascesa, Ben Bloomberg del MIT (prestigioso dipartimento di ricerca del Massachusetts Institute of Technology, a Boston), il quale, insieme a lui, ha sviluppato gli hardware e i software all’avanguardia che sono alla base del suo pionieristico e inimitabile show assolo.
L’album di debutto e il live esclusivo a Radio 105. L’1 luglio, dopo aver solleticato la curiosità di un pubblico di ogni età e provenienza con i video di tre singoli (la cover del tema dei “Flinstones”, “Hideway” e “Savior”), e sulla scorta di un sorprendente utilizzo virtuoso dei meccanismi virali online attraverso il lancio di un’iniziativa battezzata #IHarmU che permetteva e permette ancora oggi a musicisti veri e aspiranti tali di rivedere le brevi performance da loro inviate a Jacob in una versione armonizzata ad arte da lui, è arrivato l’album di debutto “In My Room”, un caso-discografico senza precedenti.
Il disco racchiude il mondo musicale di Jacob, unico protagonista dell’intera opera, un magistrale melting pot di jazz, gospel, pop, hiphop/soul, funk, brazilian music, folk e improvvisazione che trasuda talento e creatività da tutte le tracce.
Tra inediti sorprendenti e cover eccellenti (“You and I” di Stevie Wonder, “In My Room” dei Beach Boys ecc..), Jacob si muove con grande maestria intercettando e facendo propri i riferimenti musicali sui quali ha forgiato il proprio talento, da Britten al sestetto accappella dei Take 6, da Michael Jackson, del quale ha realizzato le cover di “Billie Jean” e “P.Y.T”, a Stevie Wonder, e ancora da D’Angelo a Herbie Hancock e Quincy Jones.
Martedì 8 novembre in concerto a Milano “il nuovo messia della musica jazz. E’ sul pagine del Guardian che Jacob è stato definito “il nuovo messia della musica jazz”, un genio 3.0 che finalmente sta diventando popolare anche nel Bel Paese. Martedì 8 alle 21.00, terrà il suo primo concerto a Milano sul palcoscenico del CTR Teatro dell’Arte nell’ambito del prestigioso festival JazzMi. Il futuro della musica è adesso e si chiama Jacob Collier.
