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Oscar a Ennio Morricone: “Contentissimo, ma non mi monto la testa”.

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Due destini paralleli, ironia della sorte, quelli di Ennio Morricone e Leonardo DiCaprio. Dopo quello alla carriera, il compositore Italiano, 87 anni, riceve l’Oscar per la migliore colonna sonora per “The Hateful Eight” di Quentin Tarantino. Commosso, il Maestro dedica il premio, tra le lacrime, all’inseparabile moglie Maria, presente naturalmente a Los Angeles insieme ad uno dei due figli, Giovanni. Standing ovation in sala per il musicista, un momento davvero toccante.

Ascolta l’intervista al Maestro Ennio Morricone

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E che dire del protagonista di “Redivivo”, finalmente alla sua prima statuetta dopo diversi tentativi andati a vuoto. Una gran bella rivincita per la star di “Titanic”. Migliore film, il drammatico “Spotlight”, mentre la migliore regia è quella di Alejandro Inarritu, al suo secondo Oscar di fila, dopo “Birdman”, sempre per “Revenant”: si tratta di un autentico record. E se la migliore attrice protagonista è Brie Larson per l’intenso “Room”, migliori interpreti non protagonisti, maschili e femminili, sono rispettivamente Mark Rylance ed Alicia Vikander per “Il Ponte delle Spie” e “The Danish Girl”. Peccato, davvero, per Sylvester Stallone, in nomination nei panni di Rocky Balboa per “Creed”.

Infine, ecco i premi tecnici per il visionario “Mad Max – Fury Road”, di George Miller. Da segnalare la performance di Lady Gaga e, a proposito di musica, il premio al miglior documentario per “Amy”, sulla vita della Winehouse. Non sono mancate naturalmente le polemiche, al Dolby Theatre, sull’assenza nella cinquina di artisti di colore, con il conduttore (di colore), Chris Rock, scatenato sull’argomento: “Hollywood è razzista, ma con classe”, dice con atteggiamento irriverente.

Capitolo a parte, il clima di questa 88esima edizione, con un red carpet a dir poco scintillante. Grandi protagoniste in passerella Charlize Theron, di rosso vestita, e l’affascinante Cate Blanchett, con elegante abito color verdino. Tra i maschietti, oltre a DiCaprio, particolarmente apprezzati Tom Hardy e Jared Leto. Un’atmosfera di festa, malgrado le imponenti misure di sicurezza: ben tre varchi su Hollywood Boulevard, metal detector e controlli personali, vere e proprie barriere di cemento anti kamikaze, una quantità impressionante di forze dell’ordine.

A fine cerimonia, poi, tutti al tradizionale ballo organizzato dal Governatore della California, con piatti anche italiani. E per chi ama le ore piccole, tante le feste organizzate, come quella di Vanity Fair: un party all’insegna del glamour, dell’eleganza, con bei vestiti e champagne come se piovesse! Perché l’Oscar è certo grande cinema, ma anche divi, cocktail e balli sfrenati fino all’alba. Insomma, la magia della settima arte.

Pierpaolo La Rosa

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