Vai al contenuto
Home » Articoli » Tutto news » Sanremo 2026 » Fulminacci sul duetto con Fagnani: “Sa essere ironica e credibile”

SANREMO 2026

Fulminacci sul duetto con Fagnani: “Sa essere ironica e credibile”

Il cantante si racconta sulla scia del successo del suo brano sanremese

27 Febbraio 2026

Nella settimana più osservata della musica italiana, Fulminacci si sta prendendo il suo spazio con la sicurezza di chi sente di aver fatto un passo avanti. I numeri lo accompagnano – Sala Stampa, radio, streaming – ma il punto non è la classifica. È la percezione che lui stesso ha di questo Festival, come racconta in un’intervista al Corriere della Sera: “Ho la sensazione di vivere un Sanremo al 100 per cento: mi sembra che ‘Stupida sfortuna’ sia stata percepita bene, non mi sento in secondo piano o con la sordina”.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da FULMINACCI (@fulminacci)

La differenza tra oggi e il Festival 2021

Il confronto con il 2021, ai tempi di Santa Marinella, è inevitabile. Allora era un’edizione sospesa, senza pubblico. Oggi parla di “bagni di folla” e di una crescita che non vuole essere fuoco d’artificio. “Ero l’ultima ruota del carro. E non ha aiutato il fatto che fosse l’edizione del covid, senza pubblico… Qui mi faccio i bagni di folla per capire se la gente ha capito chi sono. Sento una crescita numerica ma mi interessa di più capire cosa rimarrà: voglio fare questo per tutta la vita e non essere un razzo che esplode nel cielo all’improvviso e ricade nell’oceano”.

 

L’amore finito e l’album scritto da single

Il brano in gara, Stupida sfortuna, nasce dalla coda emotiva di una relazione lunga. Non è uno sfogo, ma un territorio ibrido dove i ricordi si mescolano. “L’ho scritta sul finale di una lunga relazione, in quel momento ibrido che nella memoria un po’ si confonde”.

Il nuovo album, Calcinacci, è il primo scritto da single. E cantare dal vivo pagine così personali significa fare i conti con il tempo che passa. “Credo che la mia preoccupazione debba essere come vivrò quelle ancora più vecchie… Sarà ancora più tosto. Però è sempre così, si canta di sentimenti che non si stanno più vivendo perché da quando scrivi a quando vai in tour passa tempo e non sei più la stessa persona. Bisognerebbe sottovalutarle un po’ di più le canzoni: magari scrivo pensando a una persona specifica, ma alla fine non sono dirette a me e quello che conta è il significato per chi le ascolta”.

 

Il duetto con Fagnani 

Nella serata cover porterà Parole parole di Mina, con Francesca Fagnani nel ruolo che fu di Alberto Lupo. Un incontro che promette tensione scenica e ironia. “Sorpresa…”. Su Fagnani il ritratto è netto: “Sagace, divertente e tenera. La stimo: è la figura della tv italiana che più mi incuriosisce e appassiona. Sa essere ironica e credibile. A me sembra una persona meritevole di rispetto ma anche una che vorrei abbracciare e dalla quale essere abbracciato.

 

L’ironia come cura 

Nei testi come nelle risposte affiora sempre l’ironia, eredità familiare. “Mamma e papà hanno sempre scherzato e alleggerito. È l’arma più importante che mi hanno donato, è una cura per la paura”. In valigia, oltre ai gastroprotettori, porta il suo lato più fragile. “Gastroprotettori, magnesio e potassio, il kit per evitare i sintomi fastidiosi della vita in tour. In senso figurato, il me bambino, il Filippo che si esibisce con meno paura. Quando sei bambino è magico, tutti dicono che sei bravissimo e nessuno pretende di più. Quindi, se riesco a restare bambino la gente si stupirà di quello che faccio”.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da FULMINACCI (@fulminacci)

(Credits: Getty Images)