di Andrea Benatti
La Gen Z sta ridisegnando in maniera profonda il concetto di benessere, trasformando la salute da semplice assenza di malattie a un pilastro imprescindibile per la costruzione del proprio futuro; a rivelarlo sono i dati dell’indagine “Gen Z Health & Wellness” condotta da Ipsos Doxa per Weber Shandwick Italia su un campione di giovani tra i 22 e i 30 anni: per quasi la metà di loro, prendersi cura di sè rappresenta un vero e proprio investimento a lungo termine e una responsabilità verso la vita adulta.
In questa nuova prospettiva – che ha molto dell’olistico – la salute mentale conquista la priorità assoluta, superando l’idea tradizionale di forma fisica e integrando corpo e mente in un unico equilibrio quotidiano.
Non pensiamo però che tutti i giovani la pensino allo stesso modo e che abbiano un rapporto univoco con la cura di sé: la maggioranza di loro si colloca in una posizione più “aspirazionale”, ovvero sono informati e sensibili all’argomento, ma riscontrano ancora alcune difficoltà nel tradurre le buone intenzioni in reali abitudini quotidiane; una minoranza, invece, rimane pressochè distaccata da routine strutturate.
Molto interessante, in un mondo ipertecnologico come il nostro, l’approccio alla ricerca dell’informazione: lo studio di Doxa evidenzia una fruizione fortemente trasversale, dove il medico di medicina generale mantiene tuttora il primato come figura autorevole anche se i canali digitali (come i motori di ricerca, i social network e, sempre di più, gli strumenti di intelligenza artificiale) sono diventati i punti di riferimento quotidiani per chiarire dubbi e cercare consigli.
Consolante rimane il fatto che i giovani mostrano una spiccata capacità e analisi critica, accordando fiducia quasi esclusivamente a professionisti ed esperti del settore anzichè agli influencer generalisti: questo approccio si riflette anche nelle decisioni d’acquisto in ambito alimentare, dove l’attenzione agli ingredienti, ai benefici funzionali e alla qualità della produzione locale si affianca alla valutazione del prezzo e del gusto.
Infine, in questo contesto emergente della wellness economy, la vera sfida per aziende e istituzioni non consiste più nel diffondere informazioni, ormai ampiamente accessibili, bensì nel fornire ai giovani punti di riferimento chiari e trasparenti per orientarsi con sicurezza tra le numerosissime, e non sempre totalmente attendibili, fonti a disposizione.
Fonte: Tgcom24
Immagine generata con AI
