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Luna, scoperto per caso il più grande cratere da impatto mai osservato nel Sistema Solare
Un asteroide ha aperto una voragine di 222 metri sulla superficie lunare
18 Settembre 2026
di Andrea Benatti
Un’analisi dei dati raccolti dal Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) della NASA ha portato alla scoperta del più grande cratere di nuova formazione mai osservato nel Sistema Solare. L’autore del ritrovamento è Robert Wagner, specialista in elaborazione di immagini per Intuitive Machines, che si è imbattuto nella formazione mentre confrontava mappe lunari per individuare variazioni superficiali su larga scala.
Ribattezzato McGetchin in onore del geologo e pioniere degli studi lunari Tom McGetchin, il cratere si trova sul bordo orientale della Luna: si è formato tra l’11 aprile e il 22 maggio 2024 a causa dell’impatto di una cometa o asteroide dalle dimensioni stimate di un palazzo tra i tre e i sei piani.
Lo scontro ha generato una voragine di 222 metri di diametro e 43 metri di profondità, un evento straordinariamente raro che gli scienziati stimano possa verificarsi con una frequenza di appena una volta ogni secolo.
Priva di un’atmosfera in grado di dissolvere i corpi celesti prima del contatto, la Luna subisce costantemente impatti meteorici: in diciassette anni di sorveglianza orbiter, il team di LRO ha registrato oltre mille nuovi crateri e più di centomila modifiche del suolo.
Tuttavia, la maggior parte dei fenomeni riguarda frammenti minori: i crateri più piccoli rilevabili dalle strumentazioni hanno una larghezza di circa 9 metri e si originano indicativamente 140 volte all’anno, mentre la maggioranza dei detriti cosmici lascia solo tracce microscopiche.
I rilevamenti condotti tramite il sensore termico Diviner hanno rivelato un’ulteriore anomalia: un’area notturna di circa 6,4 chilometri di diametro attorno al punto d’impatto presenta temperature di circa 8 gradi inferiori rispetto al terreno circostante.
Come spiegato nello studio scientifico dedicato, l’energia dello scontro ha decomprresso la regolite — lo strato di polveri e frammenti rocciosi superficiale — rendendola più soffice e riducendone la capacità di trattenere il calore diurno.
L’estensione di questa “chiazza fredda”, notevolmente superiore rispetto alle dimensioni del cratere stesso, dimostra come un singolo impatto possa alterare la struttura fisica del suolo su un raggio molto ampio, fornendo informazioni critiche anche per la futura mobilità dei rover.
La rilevazione è stata resa possibile dal sistema di fotocamere LROC (Lunar Reconnaissance Orbiter Camera), operante da circa 96 chilometri di altitudine.
Durante il controllo manuale svolto il 24 ottobre 2025 su mappe globali elaborate in sovrapposizione temporale, Wagner ha individuato la traccia lasciata dai detriti sollevati dal colpo.
Rievocando il momento della scoperta, Wagner ha dichiarato: «Era di gran lunga il disegno di detriti da impatto più evidente che avessi mai visto in una di queste immagini».
Successivi approfondimenti ad alta risoluzione con la Narrow-Angle Camera consentiranno ora ai ricercatori di calcolare con maggiore precisione la massa e la velocità del corpo impattante.
Fonte: Focus.it
Immagine riprodotta con Ai