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Gwen Stefani: non sono un uomo, “no doubt”!

6 Novembre 2009

Gwen Stefani, icona pop-rock con un debole per la moda, non è un uomo, e su questo non sembra che ci siano dubbi. Eppure, secondo la superstar americana – tornata al comando della band che la rese celebre in tutto il mondo, i No Doubt – i possessori del videogame della serie “Guitar Hero” intitolato Band Hero potrebbero cadere in un grave equivoco.

Di questo dovrà rispondere alla Corte Superiore di Los Angeles la società produttrice del gioco, il colosso Activision, colpevole, secondo i No Doubt, di aver ignorato il limite contrattuale che consentiva la creazione di una versione digitalizzata di Gwen e dei suoi No Doubt alle prese con tre hit preventivamente autorizzate permettendo invece ai giocatori di abbinare l’avatar che simula l’identità della diva di origine italiana alle voci di altre icone del rock che animano Band Hero.

In particolare, sembra che la Stefani si sia piuttosto risentita dopo aver scoperto che qualsiasi “player” può abbinare la sua immagine digitalizzata anche alle voci di cantanti di sesso maschile, primo fra tutti Mick Jagger dei Rolling Stones sulle note di un brano, Honky Tonk Woman, che parla di sesso con delle prostitute, davvero troppo per una signora sposata – con Gavin Rossdale dei Bush – mamma di due bambini. Per questo i No Doubt, lo ha riportato il sito TMZ, chiedono un’ingiunzione della Corte che proibisca “l’utilizzo non autorizzato del nome del gruppo e dei ‘sosia’ nel videogame” e un non ben precisato risarcimento per i danni all’immagine subiti. Activision resisterà in giudizio, in quanto, come ha fatto sapere un rappresentante della società produttrice del gioco, esisterebbe un “accordo scritto per l’utilizzo dei No Doubt in Band Hero, accordo firmato dai No Doubt”.