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“Il Diavolo Veste Prada 2”, Anne Hathaway: “Vestitevi eleganti”

L’attrice ha auspicato che tutti abbiano un look che Miranda Priestly approverebbe

6 Febbraio 2026

Con l’uscita prevista per la primavera 2026, Il Diavolo Veste Prada 2 è uno degli appuntamenti cinematografici più attesi dell’anno. Non solo per il ritorno di un cast iconico, ma per l’idea – sempre più esplicita – che il film possa superare lo schermo e trasformarsi in un evento collettivo, dove il pubblico è parte attiva del racconto.

 

Anne Hathaway e l’invito a vivere il cinema come una passerella

A dare forma a questa visione è stata anche Anne Hathaway che in un’intervista a Vogue ha rivolto un invito diretto ai fan del film: portare lo spirito della moda in sala. L’attrice, che tornerà a interpretare Andrea “Andy” Sachs a vent’anni dal primo capitolo, ha espresso un desiderio preciso sul modo in cui il pubblico dovrebbe avvicinarsi alla visione.

Ha affermato: “Spero che tutti si vestano eleganti e vadano al cinema. Spero che la gente ricordi quanto si è divertita indossando abiti rosa shocking per andare a vedere ‘Barbie’. Spero che tutti indossino il loro outfit preferito ‘Miranda Priestly approved’ e si divertano un mondo”. Un richiamo evidente al fenomeno culturale che ha accompagnato Barbie nel 2023, ma declinato in una chiave più sartoriale, meno pop e più consapevole del peso simbolico della moda nel film.

 

Meryl Streep e il lato meno glamour dei tacchi

Se Hathaway guarda con entusiasmo all’aspetto performativo dell’esperienza in sala, Meryl Streep ha scelto un registro più ironico, raccontando cosa significhi davvero incarnare Miranda Priestly. “Ho quasi avuto un disturbo da stress post-traumatico per aver indossato tacchi alti per 16 settimane. Mi sento come se dovessi ricevere una Medaglia della Libertà!”. Una battuta che smonta l’aura di perfezione del personaggio, ricordando quanto il glamour, nel mondo raccontato dal film, sia anche disciplina fisica e sacrificio.

 

Una Miranda Priestly aggiornata, ma fedele a sé stessa

Streep ha spiegato di aver lavorato a stretto contatto con la costumista Molly Rogers per immaginare una Miranda capace di dialogare con il presente senza perdere la propria identità. Il ritorno sul set, insieme a molti membri del cast originale, è stato per lei un’esperienza carica di memoria. “È stato come andare in fondo al proprio armadio e trovare qualcosa, pensando: ‘Oh, chissà se mi sta ancora bene?”.

 

Moda, memoria e rituali condivisi

Il Diavolo Veste Prada 2 sembra quindi puntare su un equilibrio sottile: nostalgia e aggiornamento, stile e racconto, cinema e partecipazione. Non un semplice sequel, ma un film che invita il pubblico a entrare in scena, trasformando la visione in un rito contemporaneo dove l’abito diventa linguaggio.

 

(Credits: YouTube @20th Century Studios Italia)