Il multitasking non è il superpotere che crediamo. Al contrario, rischia di farci perdere molto più tempo di quanto immaginiamo. Ormai siamo abituati a svolgere più attività contemporaneamente nel tentativo di ottimizzare le giornate, finendo per considerare questa abitudine del tutto normale.
Cosa accade al cervello quando facciamo più cose insieme
La capacità di fare multitasking viene spesso esibita come un vanto, mentre la difficoltà nel gestirlo è vista quasi come una mancanza di attenzione o di competenze.
In realtà, quando combiniamo più azioni, il cervello è costretto a passare continuamente da un obiettivo all’altro, senza riuscire a concentrarsi davvero su nessuno dei due.
Che si tratti di guardare lo smartphone mentre si parla con qualcuno o di lavorare al computer con un film in sottofondo, il risultato non cambia: diventa difficile svolgere bene qualsiasi attività, perché ognuna richiede un reale sforzo cognitivo.
Rallentare e scegliere una priorità per lavorare meglio
Il tempo si disperde proprio durante questi continui passaggi. Il cervello sposta l’attenzione verso la nuova attività, pur rimanendo in parte legato a quella precedente. Questo meccanismo costringe la mente a faticare il doppio e riduce l’efficienza complessiva.
Per uscire da questo circolo vizioso occorre fare un passo indietro. È fondamentale imparare a rallentare e a scegliere consapevolmente a quale attività dare la priorità.
