Prediche costose. Il padre di Katy Perry ha negato di aver usato la fama di sua figlia per fare soldi, nonostante i 200mila dollari di donazioni ottenuti l’anno scorso. La famiglia della popstar americana è molto religiosa, il padre Keith Hudson (questo il vero cognome della popstar) è un predicatore itinerante e da qualche anno sta usando come claim per i suoi sermoni la frase: “Ho baciato Dio e mi è piaciuto”, mutuata da una delle canzoni più famosi della figlia: “I kissed a girl”. Le abitudini e la vita della famiglia sono diventati un aspetto costante nei sermoni e nei libri di Keith, che però nega di aver mai usato l’immagine della figlia per propaganda personale. “Non ho mai usato mia figlia, certo la sua fama e la sua popolarità ci hanno permesso maggiore visibilità ma quella è solo una cosa di partenza”, ha spiegato al conduttore radiofonico Alex Jones.
I problemi familiari. I 200.000 dollari guadagnati anche grazie alla popolarità della figlia devono essere serviti al signor Hudson per gettarsi alle spalle e dimenticare tutti i dissapori emersi dopo che la Perry ha pubblicato la sua “I kissed a girl”. “E’ difficile avere una figlia o un figlio che non servono Dio. Quando Katy è diventata famosa grazie a quella canzone, ho pensato che il mio ministero fosse arrivato alla conclusione”. Problemi che sembrano essere definitivamente passati dopo la pubblicazione di “Roar”: “In questo momento mi sento di supportare gli sforzi di mia figlia e credo che la sua ultima canzone sia molto bella e che possa significare una crescita per lei anche dal punto di vista umano, visto che ha messo da parte tutta la parte riguardante sesso e rock’n’roll. E’ una canzone molto bella e pulita, credo che in questo momento la gente abbia voglia di divertimento e di luce”.
