Se vendi oltre venti milioni di copie con un album, che è poi inserito tra i 500 migliori della storia da una bibbia della musica come Rolling Stone, realizzarne un altro dal titolo che richiama quel fortunato exploit a tredici anni di distanza può sembrare una mossa azzardata. O presuntuosa. A meno che tu non sia Eminem.
Il 5 novembre sarà pubblicato “The Marshall Mathers LP 2”. Anticipato dal singolo “Berzerk” , è il seguito ideale di quel “The Marshall Mathers LP” che nel 2000 proiettò il rapper di Detroit all’attenzione mondiale grazie a brani come “The real Slim Shady”, “Stan” e “The way I am”.
Una scelta, quella del titolo, che Eminem ha spiegato così proprio a Rolling Stone. «Intitolando il disco “The Marshall Mathers LP 2” sapevo ovviamente che avrei creato una certa aspettativa – ha spiegato Eminem -. Non avrei voluto chiamarlo così solo per il gusto di farlo. L’album non è necessariamente un sequel e nemmeno una rivisitazione. Non ci saranno riprese delle vecchie canzoni, niente del genere. Per me, la questione riguarda maggiormente l’atmosfera del primo disco, questo è un album sulla nostalgia». Il nuovo cd ha in comune con il quasi omonimo precedente le collaborazioni di spicco: se nel 2000 Eminem aveva lavorato con Dr. Dre, Snoop Dogg e Dido, oggi ha scelto Kendrick Lamar, Nate Ruess e Rihanna.
