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La stella record della Via Lattea: sfreccia a 25.000 km/s attorno al buco nero

Con un'orbita di 8,7 anni e velocità estreme, la stella permetterà di calcolare la rotazione del buco nero supermassiccio

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di Andrea Benatti

Sapete che nel cuore della nostra galassia c’è una stella che corre come nessun’altra mai osservata finora?

Individuata da un team internazionale di astronomi grazie al VLTI (Very Large Telescope Interferometer dell’ESO, l’Osservatorio Europeo Australe), si chiama S301 e orbita attorno a Sagittarius A, il buco nero supermassiccio della Via Lattea ad una velocità iperbolica che sfiora i 25.000 Km al secondooltre l’8% della velocità della luce.

Oltre al moto decisamente straordinario, S301 è anche quella stella che si è mai avvicinata di più a un buco nero, tanto che il suo punto massimo di avvicinamento passa a “soli” 1,78 miliardi di chilometri (una distanza pari a circa 12 volte quella tra Sole e Terra).

La sua stretta vicinanza a Sagittarius A, permette di percepire gli effetti della rotazione del buco nero, aprendo prospettive di studio finora impensabili e inedite riguardo la fisica dello spazio in condizioni estreme: ciò permetterebbe inoltre di testare la veridicità della teoria della relatività di Einstein.

«Decenni di attento monitoraggio delle stelle in orbita attorno a Sagittarius A hanno portato a questa scoperta rivoluzionaria di una stella carica di promesse», ha commentato il premio Nobel Reinhard Genzel, direttore del Max Planck Institute for Extraterrestrial Physics (MPE) di Garching, in Germania, nonchè membro fondatore della collaborazione scientifica.

Compiendo, inoltre, un’orbita completa attorno al buco nero supermassiccio Sagittarius A in appena 8,7 anni, la stessa S301 ha conquistato un primato assoluto: nonostante sia il 50% più massiccia e cinque volte più luminosa del Sole, la sua immensa distanza la rende due miliardi di volte più fioca di Betelgeuse, rendendo la sua individuazione un’impresa estremamente complessa.

La sua vicinanza estrema, oltretutto, rappresenta un’opportunità scientifica irripetibile: permetterà, come detto sopra, di verificare direttamente la teoria della relatività generale di Einstein, osservando come la rotazione del buco nero trascina e deforma lo spaziotempo circostante.

Il 2031 sarà un anno cruciale per lo studio di questo fenomeno astronomico, in quanto gli studiosi potranno seguire il prossimo passaggio ravvicinato e calcolare per la prima volta in modo diretto lo spin di un buco nero entro il prossimo decennio, risparmiando così anni di osservazioni su altri remoti corpi celesti.

Fonte: Focus.it

Immagine generata con AI

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