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Le mucche sono in grado di riconoscere il nostro volto e la voce
Una ricerca francese rivela le capacità cognitive dei bovini: le mucche osservano molto più di quanto immaginiamo
1 Giugno 2026
Per anni sono state considerate animali poco espressivi, quasi “silenziosi” dal punto di vista cognitivo. Eppure le mucche continuano a sorprendere gli scienziati. Un nuovo studio pubblicato sulla rivista PLOS One mostra infatti che questi animali sono capaci di riconoscere i volti umani, distinguere le persone familiari da quelle sconosciute e persino associare una voce a una faccia.
La ricerca, condotta da un gruppo di studiosi francesi guidati da Océane Amichaud dell’Inrae di Nouzilly, apre nuove prospettive sul rapporto tra esseri umani e bovini, mettendo in evidenza capacità cognitive molto più sofisticate rispetto a quanto si sia creduto finora.
L’esperimento con video, voci e immagini
Gli studiosi hanno coinvolto 32 mucche di razza Prim’ Holstein, allevate a stretto contatto con le persone. L’obiettivo era capire se fossero in grado di riconoscere gli esseri umani attraverso il volto e il suono della voce. Nel primo test agli animali sono stati mostrati video senza audio contenenti volti di persone conosciute e sconosciute.
I ricercatori hanno quindi osservato il comportamento delle mucche, misurando il tempo trascorso davanti alle immagini. Il risultato è stato netto: gli animali fissavano più a lungo i visi sconosciuti, mentre dedicavano meno attenzione ai volti familiari. Un comportamento che suggerisce la capacità di distinguere individui già noti da persone mai viste prima.
Il dettaglio che cambia tutto: la voce associata al volto
La parte più sorprendente dello studio è arrivata con il secondo esperimento. I ricercatori hanno aggiunto l’audio ai video, facendo pronunciare agli uomini la stessa frase mentre sullo schermo comparivano i loro volti. Le mucche hanno reagito in modo diverso a seconda della combinazione proposta. Gli animali passavano più tempo davanti ai video nei quali voce e volto corrispondevano, segnale che riuscivano a collegare le due informazioni sensoriali.
Questa capacità prende il nome di riconoscimento intermodale: il cervello riesce a integrare segnali provenienti da sensi differenti, in questo caso vista e udito. Una competenza complessa che viene spesso associata ad animali considerati particolarmente intelligenti, come cani, primati e delfini.
Nessuna reazione emotiva evidente
Durante gli esperimenti i ricercatori hanno monitorato anche la frequenza cardiaca delle mucche per verificare eventuali reazioni emotive. Non sono emerse variazioni significative né davanti a persone conosciute né davanti a sconosciuti. Questo significa che le mucche riconoscono gli esseri umani senza necessariamente sviluppare una risposta emotiva evidente durante il test. Gli autori dello studio sottolineano però che un video bidimensionale non può riprodurre completamente un’interazione reale.