L’OMS e la decisione di indicare i single come “disabili”
In fase di studio un testo che andrebbe a rivoluzionare il concetto di infertilità.
3 Novembre 2016
L’Organizzazione Mondiale della Sanità vuole rivoluzionare il concetto di infertilità, già classificata – come si legge nel testo inglese – come “disability”, facendovi rientrare non solo quelle coppie sposate o conviventi che per accertate e irrimediabili patologie mediche non possono avere un figlio, ma comprendendo anche tutti quei single e omosessuali che non trovano un partner idoneo per riprodursi.
Non si tratta solo di una questione lessicale o di un cavillo burocratico. Come ha dichiarato David Adamson, membro dell’organizzazione che sta collaborando con l’OMS per la stesura del glossario del nuovo testo: «La nuova definizione di sterilità è fatta in modo che tutti gli individui possano avere la possibilità di formarsi una famiglia, e ciò include anche i single e gli omosessuali. Si tratta di un cambiamento radicale: ciò significa che le coppie che vogliono avere un figlio non hanno alcuna precedenza sui single quando si parla di fecondazione artificiale».
Se questa “rivoluzione” diventasse attiva potrebbero cambiare molte cose soprattutto per le donne in cerca di maternità, ma prive di un uomo con cui concepire.
Per gli omosessuali, invece, la strada per la paternità potrebbe essere più difficile, almeno in Italia. Nel nostro Paese, infatti, la maternità surrogata è illegale e qualora un uomo desiderasse un figlio, ma non avesse una compagna, dovrebbe ricorrere a una madre surrogata all’estero, ad esempio nella Repubblica Ceca.
Non resta che aspettare e vedere cosa dirà il testo definitivo.
Voi cosa ne pensate?