Massimo Picozzi racconta la storia dei 3 serial killer più feroci della Cina
A "C.S.I. Milano", durante 105 Friends, le vite dei più efferati assassini cinesi
1 Marzo 2023
Tre serial killer cinesi spietati: Liu Peng Li, Yang Xinhai e Hu Wanlin
Tre serial Killer cinesi sono stati raccontati e commentati dal criminologo Massimo Picozzi durante C.S.I. Milano di mercoledì 28 febbraio. Leggi le loro scioccanti vite di sangue e omicidi efferati.
Liu Peng Li
Visse un secolo prima della nascita di Cristo. Membro della dinastia degli Han, nobile, primogenito di quattro fratelli. insieme a un manipolo di schiavi organizzava rapine e aggressioni contro concittadini e lo faceva per divertirsi, non per soldi. Si stima che abbia ucciso almeno cento persone. Si tratta di un personaggio potente che terrorizzava chi abitava nelle sue zone. Le persone non uscivano di casa con il buio per timore di essere uccisi, ma nel ventinovesimo anno del suo regno il figlio di una delle vittime denunciò i suoi efferati crimini all’imperatore Jing. Gli ufficiali della corte suprema richiesero che Liu Pengli fosse subito sentenziato a morte, ma l’imperatore, nonché suo cugino, non sopportava l’idea che venisse ucciso e lo mandò in esilio, riducendolo a semplice cittadino.
“Lo detronizza – spiega Picozzi – dal suo titolo di feudatario, lo costringe all’esilio dopo avergli sequestrato tutti i beni”. Liu Peng è “uno dei primi serial killer della storia, oltre che uno dei più prolifici”.
Yang Xinhai
Nasce in una famiglia povera nel luglio del 1968, è il più giovane di quattro figli, una persona tranquilla forse un po’ introversa, con una gran passione per la pittura. Un ragazzo intelligente che sceglie a 17 anni di lasciare la scuola e la famiglia, ma all’età di 20 anni la sua vita prende una brutta piega. Lo sorprendono mentre compie un furto con scasso e lo arrestano. Una volta uscito, viene arrestato nuovamente e inizia a mostrare i segni di una fragilità mentale, con un disturbo nel controllo degli impulsi e un’insensata aggressività. Tenta di violentare una ragazza e finisce ancora in galera. Poi conosce una ragazza che non appena viene a conoscenza della sua storia lo abbandona nel 2000. Da quel momento inizia a uccidere. Durante tutto il periodo uccise un totale di 67 persone tra uomini, donne e bambini. “Quando uccido qualcuno sento che voglio (uccidere) di più; questo mi spinge a uccidere di nuovo. Io non mi chiedo se le persone che uccidono meritino o meno di vivere, non è un mio problema… non ho nessun desiderio di far parte di questa società. La società non è una mia preoccupazione”, diceva riguardo ai suoi omicidi.
Picozzi spiega che il killer entrava nelle case delle sue vittime travestito, mettendo scarpe più grandi per depistare gli investigatori. Si autoaccusa di 65 omicidi: venne soprannominato in Cina Monster Killer e sentenziato con un colpo di pistola alla nuca nel 2003.
Hu Wanlin
Nasce nel 1949. Non è uno studente modello e ben presto lascia la scuola. Viene arrestato per omicidio volontario, truffa, rapimento e traffico di esseri umani. In carcere impara i rudimenti della professione odontoiatrica e quando viene rilasciato continua a praticare la medicina. Viene assunto in due ospedali, si spaccia per medico, instaura un rapporto di fiducia e poi avvelena i suoi pazienti aggiungendo solfato di sodio in quantità letali a degli infusi di erbe che somministra alla sue vittime “per guarirle”. Nessuno sospetta del “medico”, anzi tutti lo rispettano come un curatore, mentre lui seleziona le sue vittime tra pazienti soli, senza parenti che possano sollevare sospetti su di lui. In questo mdoo fa una strage.
“Accertate 146 vittime – specifica Picozzi – utilizzava il solfato di sodio in pozioni che rifila ai propri pazienti spacciandole per infusi di erbe salutali. Si tratta, invece, di un veleno”. Per non insospettire a causa del numero di vittime, il sedicente medico cambiava zona e ricominciava.
QUesti sono i tre peggiori killer che hanno “operato” in Cina. Per riascoltare le terribili storie di questi criminali, puoi risentire QUI il podcast di C.S.I. Milano, andato in onda su Radio 105 il 28 febbraio.