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Meryl Streep: “Tutti avevano paura di Anna Wintour sul set del film”
L’iconico incontro tra le due “Miranda” de “Il diavolo veste Prada”
10 Aprile 2026
Nel ritorno all’universo di Il diavolo veste Prada, l’attenzione si concentra sul confine sempre più sottile tra finzione e realtà. E così grazie a Vogue, Meryl Streep e Anna Wintour si incontrano in una conversazione che sembra un gioco di specchi tra la celebre Miranda Priestly e la sua presunta ispirazione reale.
L’attrice ricorda il clima sul set del primo film, segnato da timori e distanza dal mondo della moda. “Quando abbiamo girato il primo film, tutti avevano paura di Anna, quindi non riuscivamo a trovare abiti: nessuno voleva prestarceli”.
Il ritorno del personaggio tra stile e trasformazione
Nel sequel, Miranda cambia pelle: meno rigidità, più essenzialità, una nuova idea di potere che passa attraverso la sottrazione. Moda, identità e controllo dell’immagine diventano strumenti narrativi ancora più sofisticati. “Questa volta l’abbiamo semplificata, resa più essenziale, più se stessa. Anche i capelli sono meno voluminosi, niente più onde svolazzanti. Ama gli accessori, ma in lei c’è qualcosa di impavido: si preoccupa meno di ciò che pensano gli altri”.
Il sequel sarà all’altezza?
La conversazione, moderata da Greta Gerwig, si muove tra cinema e realtà editoriale, con Wintour che riflette sul proprio rapporto con l’immagine pubblica e sulla distanza tra il mito e la persona. Quando la Gerwig chiede alla Wintour se le voci sul sequel l’avessero preoccupata, la direttrice di Vogue ammette: “Ho chiamato Meryl per chiederle se il film sarebbe stato all’altezza del primo. Lei ha letto la sceneggiatura, mi ha richiamata e ha detto: ‘Anna, penso che andrà bene’. Non mi ha raccontato quasi nulla della trama, ma mi sono fidata completamente”.
Essere nonne e donne in carriera
Tra lavoro e vita privata, emerge un racconto più umano: nipoti, famiglia e la scoperta che l’equilibrio personale può diventare una forma di forza professionale. “Ho sei nipoti, tutti sotto i sei anni” racconta Meryl Streep. “Si tratta di afferrare ogni istante, prendere tutto quello che puoi da loro, sapendo quanto tutto questo sia fugace e quanto velocemente passi il tempo. Non si può recuperare nulla. Quindi prendi quanto più puoi”.
La Wintour invece ha ben otto nipoti e si definisce una madre inflessibile: “Alle partite, ai colloqui con gli insegnanti, nei momenti che contavano, c’ero sempre. Ho sempre pensato che ‘Vogue’ potesse aspettare e che fosse possibile essere una madre impegnata ma presente. Mi sforzo di trasmettere l’idea che la famiglia sia ciò che conta davvero: è la famiglia che ti dà amore e sostegno. E, se hai questo, tutto il resto andrà bene”.
Invecchiare come privilegio e non come limite
Nella parte finale dell’incontro, Streep e Wintour condividono una visione sorprendentemente simile: l’età non come perdita, ma come risorsa. La Wintour confessa: “Mi sento viva, entusiasta e consapevole come non mai. Con l’esperienza si acquisisce anche un senso della misura e dell’equilibrio: si capisce che la vita non è perfetta, che alcune cose inevitabilmente andranno storte. Penso che, quando hai vissuto bene, tu finisca per essere anche un leader migliore”.
(Credits: Getty Images)