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Mondiali 2026: la cerimonia d’apertura con Bocelli e Shakira

Le esibizioni hanno infiammato 80.000 spettatori prima del debutto tra Messico e Sudafrica

Split image: a woman in a neon yellow mesh outfit and sunglasses on the left, a man in a red patterned suit with a microphone on the right.

12 Giugno 2026

Il tempio del calcio mondiale ha riacceso i suoi riflettori per inaugurare la competizione più attesa del pianeta. Nella leggendaria cornice dello stadio Azteca di Città del Messico, 80mila spettatori hanno assistito a una cerimonia d’apertura straordinaria, strutturata in due parti mozzafiato per dare il benvenuto ai Mondiali 2026

Un concentrato di musica, colori e coreografie sfarzose che ha unito popoli e culture, anticipando il fischio d’inizio del match inaugurale tra i padroni di casa del Messico e il Sudafrica. Se sul rettangolo verde la nostra Nazionale purtroppo manca, il genio tricolore ha comunque dominato la scena grazie alla voce inconfondibile di Andrea Bocelli e alla firma prestigiosa del Balich Wonder Studio, l’agenzia milanese capitanata da Marco Balich che ha orchestrato la direzione creativa dell’intero show.

 

Il ritmo dei Manà e l’energia travolgente di Shakira

A rompere il ghiaccio sul prato dell’Azteca ci hanno pensato i Manà, che hanno scaldato l’atmosfera lanciando un messaggio universale alla folla: “Il calcio unisce! Benvenuti in Messico”. Da quel momento, il terreno di gioco si è trasformato in un palcoscenico globale. Subito dopo la performance dal sapore tradizionale di Danny Ocean e il duetto tra i Los Angeles Azules e Belinda sulle note di Por ella – esibitisi attorno a una riproduzione gigante della coppa del mondo –la scena è stata travolta dallo stile eccentrico di J Balvin, entrato trionfalmente a bordo di un’automobile gialla. 

Il picco dell’entusiasmo della prima frazione è stato però toccato con l’ingresso di Shakira e Burna Boy, che hanno fatto ballare l’intero impianto sulle trascinanti note dell’inno ufficiale Dai dai.

 

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L’inno dance di Bocelli

Dopo una breve pausa per consentire il riscaldamento delle due squadre, il protocollo ufficiale è ripreso con la sfilata solenne delle bandiere delle 48 nazioni partecipanti. Il momento più emozionante e solenne della serata è coinciso con l’esecuzione dell’inno dance del torneo, intitolato Dna (More Than A Game), firmato da David Guetta.  

Al centro del campo, immerso in una scenografia suggestiva, Andrea Bocelli ha cantato in italiano affiancato dall’artista sudcoreana EJAE, intonando la strofa: “Anche se cadiamo, noi poi ci rialziamo”. La manifestazione è stata poi dichiarata ufficialmente aperta dal presidente della Fifa, Gianni Infantino, che ha mostrato la vera coppa del mondo al fianco della celebre attrice messicana Salma Hayek, mentre i cieli della capitale venivano illuminati da una spettacolare batteria di fuochi d’artificio

 

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(Credits: Getty Images)