Nessuno vuole cantare per Trump. Ma lui usa i Rolling Stones..
E gli Arcade Fire tuonano contro il neopresidente USA con l’inedito “I Give You Power”.
20 Gennaio 2017
La lista di artisti che non hanno voluto cantare per l’inaugurazione del mandato presidenziale di Trump è una specie di elenco del telefono della musica internazionale. Eppure, quando il nuovo Presidente è apparso all’evento al Lincoln Memorial di Washington, lo ha fatto sulle note di uno dei tanti gruppi che hanno pubblicamente preso le distanze da lui: i Rolling Stones.
La canzone è “Heart of Stone”, e non è nemmeno il primo pezzo degli Stones che Trump ha usato negli ultimi mesi. Al discorso ufficiale dopo la vittoria, è arrivato sulle note di “You Can’t Always Get What You Want”. Mick Jagger non sarà affatto felice. Dopo le elezioni, aveva detto: “La gente è disorientata. E dico ‘disorientata’ solo per essere educato”.
I protagonisti del concerto per Trump? Non sarebbe stata eccitante nemmeno per il festival estivo di una piccola città di provincia: c’erano il duo country Big & Rich, i 3 Doors Down, il cantautore patriottico Lee Greenwood, il coro dei mormoni, la banda marciante del Talladega College, Tony Orlando, che ha avuto tutti i veri successi negli anni Settanta, e la giovane mezzosoprano Jackie Evancho.
Jackie è l’unica vera star che Trump è riuscito a scritturare, ha 16 anni, era diventata famosa a 10 grazie a una partecipazione in America’s Got Talent e al Corriere della Sera, che l’ha intervistata, ha detto: “Sono molto emozionata. Ciò che mi auguro per la mia carriera è di cantare per più presidenti americani possibili. Amo il mio Paese”.
Intanto, dopo lo shock di novembre, il mondo della musica ha ritrovato attivismo e voglia di fare politica. I canadesi Arcade Fire hanno appena condiviso una nuova canzone di protesta, “I Give You Power”, con la collaborazione della cantante R&B Mavis Staples. Non sarà un pezzo del loro prossimo album, ma servirà a raccogliere fondi per la American Civil Liberties Union, che si batte per il rispetto dei diritti civili negli Stati Uniti.
“Non è mai stato così importante stare insieme, prenderci cura gli uni degli altri”, ha scritto la band dal proprio account ufficiale su Twitter. E anche Nancy Sinatra ha avuto qualcosa da dire a Trump, che pare voglia usare “My Way” di suo padre Frank durante la sua inaugurazione. A chi gli chiedeva cosa ne pensasse, Nancy ha risposto su Twitter: “Ricordatevi solo come comincia la canzone”. E come comincia? Con il verso: “And now, the end is near”, cioè “e ora la fine è vicina”.