La Storia Siete Voi

Daniele

La storia di Daniele è una storia di coraggio e amore per la vita e lo sport.

Daniele

Daniele è romano, ha 32 anni e un fratello di 5 anni più grande. Alla sua nascita i genitori scoprono che, a causa di una malattia genetica, è nato senza vista.

Dopo lo shock iniziale, il timore di non dimostrarsi all’altezza di una situazione così difficile, la mamma e il papà di Daniele trovano la forza per arginare lo sgomento e la preoccupazione e cominciare a combattere. Si trasferiscono a Gallarate, per lungo tempo incappano in una girandola di medici e specialisti alla ricerca spasmodica della cura, fino a quando, spenta anche l’ultima illusione di guarigione, decidono di non lasciarsi abbattere, ma di accettare quella condizione fronteggiandola nel miglior modo possibile, per il loro bene e per quello del figlio.

Daniele, nonostante quella grave patologia nata con lui, ha un carattere allegro e vivace e ancora non si rende conto che alcune persone dividono il mondo in “normali” e “non normali”. Il bambino comincia a capire di avere qualcosa di diverso dai così detti normodotati in prima elementare, perché non legge gli stessi libri dei suoi compagni, non guarda la lavagna e viene affidato ad un’insegnante di sostegno.

Nell’ora di educazione fisica però le cose vanno meglio: se deve correre, Daniele dà la mano a un compagno, mentre per gli esercizi di ginnastica si fa aiutare dalla maestra. Lì comincia a coltivare il suo amore per lo sport, che decide di praticare con assiduità dall’età di tre anni, dedicandosi prima al nuoto e poi al karate. E grazie all'aiuto dei suoi genitori, affronta la vita con sempre più coraggio.

È una sera come tante altre, Daniele, otto anni, mentre si dirige in cucina a prendere un bicchiere d’acqua, sente una discussione tra mamma e papà. La madre sta dicendo che ha sentito parlare di un gruppo di sciatori non vedenti che fa cose incredibili per i bambini, ma l’entusiasmo della donna viene subito frenato dalle perplessità del padre, preoccupato di trascinare il figlio in una situazione più grande di lui.

Come succede spesso ai bambini che non sanno decifrare i discorsi degli adulti, Daniele percepisce una sola cosa da quelle parole: il papà non crede poi così tanto in lui. La mamma, però, alla lunga riesce a spuntarla e Daniele, forse anche per fare un dispetto al papà, si butta sulla novità degli sci con tutto sé stesso.

Il padre si convince a portarlo sulla neve. Di certo farà meno danni! L’impatto è inebriante: quella enorme distesa bianca che Daniele può solo immaginare, il silenzio di pace che regna sulle cime e il vento in faccia che gli ricorda le risate in macchina con la mamma, valgono il prezzo di tante cadute. Ma la passione cresce e gli fa incontrare un nuovo sport: lo sci nautico. 

Nell’estate del ’95 si trova dritto sull’acqua del lago di Como con le indicazioni dell’istruttore ancora nella testa, prova una sensazione indescrivibile. La forza della corda che lo tiene legato alla barca, facendolo planare sulle onde veloce come il vento, la paura di andarsi a schiantare contro il nulla e l’euforia di quel brivido, lo fanno sentire vivo e invincibile come non mai. Dopo pochi metri finisce sott’acqua, ma non importa: ha trovato lo sport della sua vita, la sua grande passione.

Anno dopo anno, quel vento che ha reso Daniele il campione paraolimpico di sci nautico più forte di tutti i tempi.

Quindi Daniele continua la sua fantastica avventura sportiva e, con la sua voce, ci racconta le emozioni e le sensazioni provate:

Interviste

Radio 105 sempre con te!

Disponibile su