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Caparezza è tornato: "Mi sono trasformato"

A quattro anni da “Prisoner 709”, l’artista pugliese torna con "Exuvia".

Caparezza è tornato: "Mi sono trasformato"

Caparezza

Un lavoro lungo, "estenuante, l'album più difficile degli otto che finora ho realizzato, perché ce ne sono altri sette con cui fare i conti. Ma a me non interessano i dischi belli, piuttosto quelli che hanno anima e sentimento autentico".

A quattro anni da "Prisoner 709", Caparezza è pronto a tornare con un nuovo disco in studio, in uscita il 7 maggio dal titolo "Exuvia", termine che indica ciò che resta dell'esoscheletro dopo la muta di un insetto. "Quando osservo i miei video, quando ascolto le mie canzoni, quando rileggo i miei testi penso sempre che non mi appartengano più, come un'exuvia", racconta Capa. Il disco celebra il rito di passaggio, la personale trasformazione del rapper pugliese, la sua nuova pelle, il viaggio dal passato al presente per riannodare i fili e assolversi.

"Sono riuscito a far pace con il passato - racconta Caparezza, che ha presentato alla stampa il suo disco con una passeggiata virtuale in una foresta immaginario, che sarà a disposizione dei fan nei prossimi giorni -. Ho affrontato di petto, come non avevo mai fatto prima alcune cose che non ho vissuto benissimo". Come l'esperienza di Mikimix, il progetto precedente a quello di Caparezza, che lo ha visto esordire a Sanremo nel 1997. "Forse l'exuvia più plateale della mia vita artistica. A lungo mi sono vergognato di Mikimix. E' stata una partenza sbagliata, un passo falso dal quale ho faticato a riprendermi. Stavo nascendo il rap italiano, ma io andavo in una direzione diversa dagli altri. Se sono qui, però, lo devo anche a quel passo sbilenco e dopo più di 20 anni ho diritto di riappacificarmi con il passato, anche verso il futuro".

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