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Doccia fredda per il mondo dello sci: non si riparte

Tutto era pronto per la riapertura di oggi ma i dati hanno frenato il via libera allo sci

Doccia fredda per il mondo dello sci: non si riparte

Gli italiani appassionati di sci e neve avevano già gli scarponcini ai piedi e le valigie in macchina per le riapertura degli impianti prevista per oggi 15 febbraio, ma ieri la doccia fredda: non si riparte. Prolungata la chiusura degli impianti fino al 5 marzo, almeno. Il Ministro Speranza ha dato retta alle raccomandazioni del CTS che temono la diffusione delle varianti in un momento così delicato, quello di una vaccinazione che prosegue a rilento.

Ciò che viene maggiormente contestato dagli addetti ai lavori degli impianti e dagli sportivi, non è tanto la scelta in sé ma il mancato preavviso. Il comunicato apparso ieri, recita: “Allo stato attuale non appaiono sussistenti le condizioni per ulteriori rilasci delle misure contenitive vigenti, incluse quelle previste per il settore sciistico amatoriale. Il Governo si impegna a compensare al più presto gli operatori del settore con adeguati ristori”.

Sempre più evidente la spaccatura tra governo centrale e Regioni che provano a difendere i propri interessi territoriali. Il presidente dell'Emilia Romagna e della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, ha manifestato "stupore e sconcerto, anche a nome delle altre Regioni, per la decisione di bloccare la riapertura degli impianti sciistici a poche ore dalla annunciata e condivisa ripartenza". Da mesi le località di montagna lavorano per adattare strutture e servizi affinché sia possibile applicare il distanziamento sociale e godersi la neve, uno sport all’aria aperta e quindi meno pericoloso di altre discipline. Il problema, infatti, riguarderebbe più che altro gli impianti di risalita, molti dei quali sono comunque sempre spazi aperti, come seggiovie e skilift; in questi addirittura la salita è solitaria e ben distanziata. Con questo ultimo decreto sullo sci si chiude la stagione senza che sia mai iniziata, infatti è proprio a inizio marzo che ogni anno si dice addio alla stagione sciistica e ci si concede l'ultima sciata. 

L’amaro in bocca si ha per la delusione a fronte del lavoro svolto per organizzare l’ultimo mese che avrebbe risanato un settore in rovina. Per gli amanti della neve non rimane che lo sci di fondo e la ciaspolata per godersi il paesaggio, per lo meno, in una stagione così ricca di neve rispetto agli anni passati e così poco sfruttata!

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