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Vanessa Bryant replica alle accuse di stupro rivolte a Kobe Bryant da Evan Rachel Wood

La donna lo aveva accusato in un tweet dopo la sua morte

Vanessa Bryant replica ad Evan Rachel Wood per le accuse di stupro rivolte a Kobe Bryant

L’attrice Evan Rachel Wood all’epoca della morte del campione e della figlia Gemma aveva twittato un messaggio di condoglianze con accusa. "Quello che è successo è una tragedia. Ho il cuore spezzato per la famiglia di Kobe. Era un eroe dello sport. Era anche uno stupratore. E tutte queste realtà possono esistere contemporaneamente". Così scriveva Wood circa un anno fa, in un tweet ancora visibile. Un altro tweet di accusa arrivava dalla produttrice cinematografica Abigail Disney, il cui account non è più visibile, ma il succo era simile: “Quell’uomo era uno stupratore. Fatevene una ragione”.

Il messaggio è giunto solo ora alla moglie Vanessa Bryant che ha pubblicato delle stories replicando alle accuse: "Sono appena venuta a conoscenza di questa cosa. I vostri tweet falsi, diffamatori e calunniosi sono vili e ripugnanti. Un comportamento del genere è parte delle ragioni per cui degli innocenti uomini di colore vengono ingiustamente incarcerati per crimini che non hanno commesso. Un'accusa non rende automaticamente colpevoli. NON SIETE A CONOSCENZA DEI FATTI DEL CASO”. 

Le voci derivano da un caso del 2003 per cui il campione era stato accusato di aggressione sessuale dall’impiegata di un albergo in Colorado che all’epoca dei fatti aveva solo 19 anni. La presunta vittima, però. si rifiutò di testimoniare e i procuratori lasciarono cadere le accuse. 

Nessuno sa quindi dove stia la verità, ma la moglie è certa della sua innocenza e anzi ha concentrato l'attenzione sulla questione razziale; a suo dire troppo spesso le persone di colore finiscono ingiustamente in carcere o sono infangati solo per il colore della loro pelle.

 

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