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credits: Getty Images
02 Gennaio 2026
Redazione 105
Chi soffre di ansia spesso descrive la sensazione di avere la mente fuori controllo, come se il cervello lavorasse contro se stesso. Una recente analisi scientifica suggerisce che questa percezione potrebbe avere anche una base biologica, legata a un nutriente essenziale spesso sottovalutato: la colina. Questo composto è fondamentale per il corretto funzionamento delle cellule nervose e per la regolazione dell’umore.
I ricercatori della UC Davis Health hanno esaminato i risultati di 25 studi di neuroimaging, confrontando oltre 700 persone, alcune con disturbi d’ansia e altre senza. Attraverso una tecnica avanzata di risonanza magnetica, in grado di misurare i metaboliti cerebrali, è emerso che nei soggetti ansiosi i livelli di colina risultano inferiori di circa 8% in specifiche aree del cervello. Si tratta di zone coinvolte nel controllo emotivo e nei processi decisionali.
La colina svolge un ruolo chiave nella produzione di neurotrasmettitori, nel mantenimento delle membrane cellulari e nei meccanismi legati alla memoria. Il corpo umano ne produce solo una piccola quantità, rendendo necessario assumerla tramite l’alimentazione. Uova, pesce, carne, pollo e legumi come la soia ne sono le principali fonti, ma diversi studi indicano che molte persone non ne assumono abbastanza, indipendentemente dalla presenza di ansia.
Secondo gli autori della ricerca, il collegamento tra ansia e colina non sarebbe dovuto solo a una carenza nutrizionale. I disturbi d’ansia sono associati a uno stato di stress prolungato, che aumenta il carico metabolico del cervello. Nel tempo, questo sforzo continuo potrebbe ridurre la disponibilità di colina proprio nelle aree deputate alla gestione della paura e delle emozioni.
Gli studiosi sottolineano che i risultati non dimostrano un rapporto di causa-effetto. Livelli più bassi di colina non significano automaticamente che questa sia la causa dell’ansia, né che basti assumere integratori per risolvere il problema. Dosi elevate di colina, infatti, possono provocare effetti collaterali, e al momento non esistono indicazioni cliniche per un trattamento basato su questo nutriente.
Con circa il 30% degli adulti colpiti almeno una volta nella vita, l’ansia rappresenta uno dei disturbi mentali più diffusi. La scoperta del possibile ruolo della colina non offre una cura immediata, ma aggiunge un elemento prezioso alla comprensione di come lo stress cronico possa modificare la chimica cerebrale, aprendo nuove strade per la ricerca futura.