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Vivere senza soldi? La storia di chi ci è riuscito!

Vivere senza è possibile. Scopriamo come.

Vivere senza soldi? La storia di chi ci è riuscito!

Come chiamate quelle persone che stanno in strada a chiedere l’elemosina o un aiuto per mangiare?
Barboni? Senza-tetto?
I più maliziosi e incattiviti direbbero perdi-giorno o punkabbestia.
Senza voler entrare nel merito per esprimere un giudizio ideologico né tantomeno morale, ci limitiamo a dire che spesso e volentieri queste sono persone che hanno fatto una scelta di vita.
-Sì, e quale sarebbe questa scelta? Scroccare agli altri non producendo nulla per la società?-
Esattamente. Ma non nel modo che tutti noi potremmo dedurre dalla frase appena letta.

Il punto è proprio che questa società produce più di quello che consuma. Succede soprattutto nell’industria alimentare, dove questa disparità è sotto gli occhi di tutti.
E direi che lo sappiamo tutti, no?
Del resto è lo slogan del consumismo e delle moderne società occidentali.
Se ci mettiamo che il simbolo di tutto ciò è il denaro, ecco che improvvisamente iniziamo a entrare nella logica di quelli che hanno scelto di vivere senza un euro.

Ma per capire meglio a cosa ci stiamo riferendo, andiamo a vedere più da vicino qualche storia personale, prendendo spunto da un articolo del corriere.it.

Heidermarie Schwermer è stata un pioniere della vita “senza soldi”. Già nel 1994 aveva fondato un circolo di beni e servizi basato sullo scambio e non sul denaro. La definitiva rinuncia ai soldi, pare l’abbia portata alla felicità vera. Quella che stava cercando.
Un documentario sulla sua vita è disponibile gratuitamente su Vimeo.

Da qualche anno, le idee di Hedermarie si sono diffuse in tutto il mondo. Sempre più persone decidono di abbandonare i soldi e la vita a essi connessa.
Una delle iniziative degne di nota è senza dubbio Eotopia.
Si tratta di un eco-villaggio fondato sull’economia del dono. Le persone coinvolte, credono fermamente che sia quello che possediamo a rendere i rapporti tra le persone così falsi e astiosi.
Questo progetto è stato per anni un ricettacolo di persone che già avevano intrapreso questa strada personalmente. Di anno in anno si riunivano per teorizzare la comunità e valutare i progressi fatti. Recentemente un filantropo francese ha messo a disposizione un terreno ai piedi dei Pirenei per iniziare a dar vita a questa società basata sul veganesimo, lo scambio e l’assenza di conio.

Nell’orbita Eotopia, citiamo due ragazzi, Benjamin Lesage e Raphael Fellmer.


I due amici partono insieme dall’Olanda con lo scopo di raggiungere il Messico non solo senza soldi, ma evitando i mezzi pubblici. Praticamente il festival dell’autostop…
Si nutrono di cibo gettato a fine giornata dai supermercati o dalle attività di ristorazione e dormono sulle spiagge o ospiti della gente che vive nei posti da loro visitati.

Alla fine del viaggio la consapevolezza in quello che stanno facendo è aumentata.
Raphael si trasferisce a Berlino con la compagna incinta e continua a riciclare il cibo “in grande”. Assieme a un gruppo di volontari, infatti, ha fondato un progetto FoodSharing sotto forma di App che permette di condividere il cibo in eccesso.
Benjamin è invece impegnato attivamente in Eotopia ed è fermamente convinto che la vita senza soldi sia quanto più vicino alla spiritualità vera e propria.
È convinto che, fidandosi della gente con cui si condivide tutto e raggiungendo questo tipo di serenità, ogni porta può aprirsi.

Una sorta di strada verso la felicità.

E tu che ne pensi? Riusciresti a prendere una decisione del genere?
Diccelo in un commento!

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