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Inventato algoritmo per prevedere furti e rapine prima che si verifichino

Si chiama Xlaw ed è stato inventato da un poliziotto.

Inventato algoritmo per prevedere furti e rapine prima che si verifichino

Presto sarà possibile prevedere furti e rapine prima che si verifichino, grazie a un algoritmo inventato da un poliziotto, l’Ispettore Superiore Elia Lombardo. L’agente ha impiegato 20 anni per mettere a punto uno strumento in grado di aiutare le forze dell’ordine nel loro lavoro e alla fine ci è riuscito: il software da lui creato si chiama Xlaw e, attraverso un sistema di allerta con dei cerchi su una mappa, riesce a mostrare i reati che stanno per verificarsi, aiutando dunque gli agenti a prevenirli.

Come è possibile? In realtà, bisogna sapere che il sistema tradizionale di controllo del territorio già si basa su statistiche e previsioni, grazie alle quali le pattuglie di sorveglianza vengono inviate a controllare determinate zone in determinati orari. Tuttavia, per riuscire a prevenire in modo più massiccio reati come furti e rapine serviva un metodo più preciso. “Ho preso 20 anni di dati e crimini e li ho studiati uno ad uno, quindi non mi sono fermato alla teoria – ha raccontato l’ispettore a Business Insider - Ho letto le denunce, sono sceso in strada, anche di notte, per vedere i luoghi dove avvenivano i reati. Dopo anni di studio ho scoperto che tra i tanti crimini che può commette l’essere umano, molti di questi sono prevedibili. Si tratta dei cosiddetti crimini predatori: il furto, la rapina, il borseggio. Questi crimini sono prevedibili perché le persone che li commettono sono organizzate, insomma si tratta di professionisti. Chiunque svolge un’attività professionale, che in sociologia e psicologia viene chiamata attività di routine, tende a scegliere una strategia”.

Attraverso questi studi l’agente ha capito che, al contrario di quanto si possa pensare, oggi i reati non avvengono più nelle zone degradate, bensì dove c’è più ricchezza e quindi più prede; i criminali, inoltre, commettono crimini in base ad alcune “regolarità temporali”, ossia seguendo una logica precisa in base all’entrata e all’uscita dalle abitazioni, dagli uffici, ma anche gli orari di negozi e mezzi di trasporto.

Utilizzando una serie di dati, l’ispettore ha così creato una sorta di mondo virtuale: “Ho creato all’interno del software due strati: nel primo ho creato una sorta di città virtuale, dove ho inserito tutte le informazioni sociodemografiche della città. Numero di cittadini, numero di abitazioni, negozi, banche, poste, orari dei treni, orari degli autobus, orari delle navi da crociera, insomma ho inserito tutte le informazioni utili per capire come opera e si muove la città. In seguito – ha continuato – ho definito la psicologia e le caratteristiche del ladro: il tipo di autore (giovane, vecchio, straniero), tipo di giorno, orario, il tipo di preda (studente, professionista, anziano, casalinga) e tipo di target (orologio, denaro, iPhone, veicolo). Queste informazioni definiscono un modello criminale”.

Alla fine, confrontando tutte queste informazioni, è possibile individuare il crimine che sta per compiersi: “Nella serie di fasi a operazioni regolari all’interno della città (il giorno di pagamento della pensione, la piscina dove la mamma accompagna il figlio alle 17:00) e in particolare nelle riserve di caccia – ha spiegato ancora l’agente - se noi sovrapponiamo i dati criminali a questa città virtuale, ci accorgiamo che i reati avvengono in quelle riserve di caccia e combaciano proprio con le fasi a operazioni regolari all’interno della città”. 

Ovviamente, essendo basata sulle probabilità, questa non è una scienza esatta: tuttavia, inviare le pattuglie nel posto giusto e al momento giusto consente di prevenire il crimine perché il ladro, se disturbato, rinuncerà a commettere il furto o la rapina, oppure verrà colto sul fatto. Xlaw, tra l’altro, è uno strumento tecnologico in costante evoluzione perché l’ispettore aggiunge i dati relativi ai reati in crescita, come ad esempio di recente lo spaccio di stupefacenti nelle abitazioni, o i reati commessi dalle baby gang. 

In sostanza, questo metodo non si basa più sull’inseguimento del criminale a reato avvenuto, bensì sulla prevenzione del crimine stesso. Xlaw è già stato testato su alcune città e i risultati sono stati molto buoni: secondo le prime statistiche, a Napoli il software ha una precisione tra l’87% e il 93%, a Venezia tra il 92% e il 93% e a Prato intorno al 94%.

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